Un socio cinese per la nuova Alitalia?

Il governo guarda alla Cina alla ricerca di un partner straniero che entri nella nuova compagine societaria della compagnia italiana con il 20-30%. Ci sarà anche Ferrovie dello Stato: ecco come.

Un socio cinese per la nuova Alitalia?

Non solo salvataggio, ma anche nazionalizzazione. Le indicazioni sono rimaste sempre queste e ora il governo, alle prese con la messa a punto di un piano per salvare Alitalia, punta a entrare nella partecipazione azionaria della compagnia.

Come già circolato nei mesi scorsi, potrebbero essere coinvolti Ferrovie dello Stato, Cassa Depositi e Prestiti, lo stesso Tesoro e, guardando a nuove risorse, anche un partner straniero. Proveniente magari dall’Asia.

L’esecutivo vuole chiudere presto la partita e portare a casa un primo importante risultato già per la fine del mese.

Alitalia: anche il Mef nell’assetto azionario

Secondo quanto riferisce il Sole 24 Ore, la redazione del piano per salvare Alitalia ha subito una certa accelerazione nell’ultima settimana e prevede una nuova compagnia di bandiera con una dotazione azionaria di circa 2 miliardi di euro.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze punterebbe a entrare nella partecipazione della società con una quota di circa il 14-15% e per farlo utilizzerebbe parte della somma che Alitalia convoglierà nelle casse pubbliche come restituzione del famoso prestito ponte da 900 milioni di euro, in scadenza il 15 dicembre prossimo.

Una mossa, dunque, che permetterebbe allo Stato di diventare azionista della compagnia aerea.

Ma c’è di più: il governo sarebbe pronto a prorogare nuovamente la data di scadenza del prestito, concedendo una nuova proroga di ulteriori sei mesi. In questa direzione – fa notare il messaggero.it – va una norma inserita nel decreto fiscale collegato al Def, che seppur in maniera generica, indicherebbe un nuovo slittamento.

Alitalia: Ferrovie dello Stato ci sarà?

La presenza pubblica nella nuova Alitalia non dovrebbe concretizzarsi, secondo il piano del governo, solo con la quota in dotazione al Mef. Allo studio dell’esecutivo Conte, ci sarebbe anche l’eventuale coinvolgimento di Ferrovie dello Stato e di Cassa Depositi e Prestiti.

In particolare, secondo le ipotesi al vaglio del governo, il compito di Fs sarebbe quello di diventare partner strategico di Alitalia: al gruppo verrebbero conferite alcune attività della compagnia, che sarebbero poi trasformate in quota di capitale.

Una scelta che risponderebbe, forse, meglio alle esigenze di crescita di Ferrovie, visto che proprio nei giorni scorsi, l’amministratore delegato Gianfranco Battisti aveva dichiarato:

“Al momento l’unico interesse è lo sviluppo industriale del Gruppo e non siamo focalizzati a partecipazioni finanziarie in altre società”.

La priorità di Fs? Mantenere la leadership “sui servizi alta velocità e su quelli della logistica al servizio del sistema Paese”: proprio quelli che si prevede di conferire al gruppo nell’ambito del piano Alitalia.

Cdp, invece, avrebbe il ruolo di finanziatore per permettere alla società di dotarsi di nuovi mezzi per potenziare la flotta aerea.

Alitalia: il partner straniero

Secondo lo studio a cui starebbe lavorando il governo, infine, nel nuovo assetto azionario di Alitalia dovrebbe entrare anche un socio straniero.

Roma starebbe guardando alla Cina, cercando una compagnia da coinvolgere nel piano di salvataggio, conferendo all’azionista asiatico una quota tra il 20% e il 30%.

Secondo i ben informati, la ricerca del partner cinese sarebbe già iniziata e il recente viaggio nel Paese del Dragone del vicepremier Luigi Di Maio, accompagnato dal sottosegretario Michele Geraci, ne sarebbe la dimostrazione.

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Argomenti:

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