Panico totale per questo indice, che collassa di oltre il 7% nel bel mezzo del caos provocato dall’esplosione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
L’attacco degli Stati Uniti di Donald Trump e di Israele contro l’Iran, culminato nell’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei e nella decapitazione dei vertici del Paese ha piegato e sta piegando sicuramente l’azionario. Tuttavia, i timori di un conflitto esteso in Medio Oriente sono stati assorbiti dalle Borse in modo diverso.
Se le borse europee - come il Ftse Mib di Piazza Affari - che ora scivola di oltre il 3% - hanno terminato la seduta di ieri perdendo più del 2%, Wall Street ha reagito alla minaccia di una guerra prolungata nel tempo tra gli USA di Donald Trump e l’Iran quasi con uno sbadiglio, come conferma il trend dei principali indici azionari Dow Jones , S&P 500 e Nasdaq Composite.
Più che le azioni, a prezzare l’esplosione delle tensioni geopolitche sono stati ieri soprattutto i prezzi del petrolio e del gas, con le quotazioni europee del gas naturale che continuano tuttora la loro corsa dopo essere schizzate ieri fino a +50% circa. Boom anche per i prezzi del petrolio WTI e Brent, che segnano rally importanti anche oggi, fino a +4% circa, avvicinandosi rispettivamente a $74 e a $81 al barile. Detto questo, nelle ultime ore un indice non ha retto il colpo dei venti di guerra, capitolando di oltre il 7%. [...]
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