Seth Klarman, il leggendario gestore di Baupost Group che guida il fondo da 44 anni con soli cinque anni in perdita, ha lanciato un monito chiaro e preoccupante sul frenetico boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Conosciuto come il «Warren Buffett di Boston», Klarman ha sottolineato che le valutazioni di mercato mostrano già caratteristiche evidenti di bolla, con investitori che pagano multipli estremi basati su promesse ottimistiche su un futuro distante.
Il suo fondo evita completamente le società di modelli linguistici di grandi dimensioni come OpenAI e Anthropic, giudicandole incompatibili con la definizione di grande impresa a causa del loro modello di business che brucia enormi quantità di liquidità.
La disciplina del fondo Blaupost
Baupost Group, nato nel 1982 con appena 27 milioni di dollari come fondo familiare, ha raggiunto picchi di attività gestite intorno ai 30 miliardi di dollari, crescendo principalmente grazie al compounding piuttosto che a nuovi afflussi netti. Negli ultimi anni, tuttavia, ha registrato deflussi per circa 7 miliardi di dollari da clienti istituzionali frustrati da rendimenti medi annui intorno al 4% dal 2014, ben al di sotto delle performance storiche del fondo che superavano spesso il 20% annuo nei primi decenni. Nonostante questo, Klarman mantiene una disciplina ferrea: solo cinque anni negativi in 44 di gestione, grazie a un approccio paranoico sulla protezione del rischio al ribasso.
L’investimento di valore, per Klarman, non consiste semplicemente nell’acquistare azioni a basso rapporto prezzo/utili o prezzo/valore contabile. Si tratta di valutare il vero valore intrinseco di un’impresa. Nell’era dell’intelligenza artificiale, molte aziende tradizionali vedono il proprio valore erodersi come cubetti di ghiaccio che si sciolgono, accelerato dalla disruption non lineare. Anche se un multiplo del flusso di cassa appare attraente a 4x, Baupost le evita perché il valore sottostante non è afferrabile in modo concreto. Al contrario, il fondo si concentra su società che l’intelligenza artificiale non disturberà quasi per nulla: settori trascurati dal mercato euforico che insegue i vincitori dell’intelligenza artificiale.
Il rimpianto più grande della carriera: aver perso Palantir
In un’ammissione insolita per un investitore solitamente riservato, Klarman ha rivelato il suo più grande rimpianto: l’opportunità mancata su Palantir Technologies 15-20 anni fa. Attraverso un socio operativo, Baupost aveva accesso esclusivo a un investimento nella fase iniziale per 40-50 milioni di dollari. Il team completò ricerche estremamente dettagliate e si preparò a chiudere, ma il venditore cambiò idea all’ultimo momento. Oggi, quell’operazione mancata avrebbe generato decine di miliardi di dollari di ritorno.
Attualmente Palantir quota intorno ai 134 dollari per azione, con una capitalizzazione di mercato che riflette una crescita esplosiva dal valore post-money di circa 730 milioni di dollari nel 2010.Questo episodio ha rafforzato in Klarman il principio di restare nel proprio cerchio di competenza: meglio aspettare con pazienza che forzare investimenti quando le probabilità non sono schiaccianti. Nel frattempo, il titolo ha continuato a performare, beneficiando della narrazione dell’intelligenza artificiale e della domanda per analisi nel settore pubblico e privato.
Dove Baupost sta schierando il proprio capitale oggi
Mentre evita l’entusiasmo eccessivo per l’intelligenza artificiale, Klarman vede opportunità nei segmenti puniti dal mercato. In particolare, gli immobili commerciali americani, profondamente colpiti dopo anni di tassi bassi seguiti da rialzi bruschi, rappresentano un’area favorita. Baupost si concentra su strutture per anziani assistiti devastate dalla pandemia e da fallimenti su larga scala, settore che secondo il gestore è agli inizi di una inversione fondamentale.
Acquisti a sconti significativi rispetto al costo di sostituzione, spesso sotto il 50-60% dei valori precedenti in alcuni mercati, offrono un potenziale di rialzo elevato.Nel debito in difficoltà, il fondo monitora le transizioni di proprietà causate da inadempienze o declassamenti. Con oltre 930 miliardi di dollari di debito commerciale in scadenza nel 2026, dopo i 300 miliardi del secondo semestre 2025, si aprono finestre per errori di prezzo. Baupost guarda a casi specifici come ristrutturazioni in Brasile o scambi di debito con fondi di private equity. Il mercato del credito offre punti di ingresso aurei quando i titoli vengono venduti in preda al panico.
Rischi macro sottovalutati: debito pubblico americano e stretto di Hormuz
Klarman avverte che il mercato ha sviluppato un’abitudine pericolosa a ignorare fattori macroeconomici e geopolitici, focalizzandosi solo su risultati aziendali e mosse della banca centrale. Il rapporto debito pubblico americano su prodotto interno lordo ha toccato il 100% storico e, secondo proiezioni recenti, ha superato il 125% nel primo trimestre 2026, con disavanzi strutturali oltre i 2.000 miliardi di dollari annui.
Gli investitori esteri stanno perdendo fiducia nella disciplina fiscale americana, rendendo i tradizionali titoli considerati privi di rischio sempre più pericolosi.Sul fronte geopolitico, un blocco prolungato dello stretto di Hormuz – che trasporta 12-14 milioni di barili al giorno di petrolio greggio, circa il 15% della domanda globale – potrebbe spingere il prezzo del petrolio a 150 dollari al barile o oltre. Prezzi della benzina negli Stati Uniti superiori a 6 dollari al gallone scatenerebbero reazioni a catena devastanti. Il mercato non ha ancora prezzato questi rischi imminenti simili a rinoceronti grigi.
La filosofia vincente di Klarman
Il segreto dei 44 anni di Baupost sta nell’estrema attenzione alla protezione del capitale: ricerca fondamentale rigorosa, assenza di leva finanziaria nel portafoglio, acquisto di titoli senior con priorità strutturale e mantenimento di elevata liquidità quando le opportunità scarseggiano. «Proteggiamo il capitale prestando altrettanta attenzione al rischio al ribasso quanto al potenziale al rialzo», ha detto Klarman. Questa disciplina permette di avere munizioni abbondanti nei momenti peggiori per agire ai minimi di mercato.
Rispetto alla bolla delle società internet del 2000, Klarman vede paralleli nell’ottimismo della nuova era e nei multipli dilatati, ma con una differenza: l’intelligenza artificiale è una tecnologia reale con potenziale trasformativo, eppure l’incertezza su chi saranno i vincitori duraturi giustificherebbe multipli più bassi, non più alti. Il mercato sta facendo l’opposto.