AI, utili della Corporate America e PIL USA: qual è la correlazione tra queste tre variabili?
A rispondere a questa domanda è stata la divisione economica di Payden & Rygel, che ha parlato tra le altre cose anche dell’incidenza che gli investimenti in conto capitale lanciati dalle aziende americane sull’intelligenza artificiale stanno avendo sulla crescita dell’economia degli Stati Uniti.
Utili societari al lordo delle imposte +22,8% in II trimestre 2026 a $4.830 miliardi
La pubblicazione del grafico è arrivata a seguito della diffusione della prima revisione del dato sul PIL USA del secondo trimestre del 2026, avvenuta la scorsa settimana.
La revisione ha confermato la lettura preliminare del prodotto interno lordo, che aveva indicato una crescita pari a +1,5% nei mesi compresi tra aprile e giugno.
Sulla base di quanto emerso dal fronte macroeconomico degli States, e considerando anche la stagione degli utili della Corporate America - che ha visto in primo piano il boom dei profitti da parte di alcune società attive nell’AI - gli analisti di Payden & Rygel hanno fatto notare che, “l’aggiornamento del Pil USA relativo al secondo trimestre, pubblicato la scorsa settimana, ha evidenziato che gli utili societari al lordo delle imposte, corretti per la valutazione delle scorte e per l’ammortamento del capitale, hanno raggiunto 4.830 miliardi di dollari, in aumento del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, pari a quasi 900 miliardi di dollari in più”.
Il grafico della settimana illustra l’incidenza degli utili della Corporate America sul PIL USA
La Chart of the Week a cura dell'Economic Team di Payden & Rygel analizza l'andamento degli utili societari statunitensi in percentuale del Pil nominale. (Fonte: Bureau of Economic Analysis)
Utili societari incidono per il 14,9% su PIL USA, superata ogni età dell’oro del dopoguerra
La crescita è stata tale da portare gli utili societari a incidere sul PIL nominale per 14,9%, “la quota più elevata dall’inizio della serie storica nel 1947”, tanto che gli esperti hanno parlato di età dell’oro:
“In termini di redditività, l’attuale fase supera quindi qualsiasi precedente “età dell’oro” del dopoguerra. Nelle prossime settimane sarà possibile analizzare più nel dettaglio il contributo dei singoli settori, ma alcuni elementi sono già evidenti”.
A proposito dell’apporto che l’AI sta dando al PIL degli Stati Uniti, non poteva non essere menzionata Nvidia che, hanno ricordato gli esperti, “ha comunicato ricavi trimestrali pari a 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% su base annua, con oltre il 90% del fatturato generato dal segmento data center”.
Tutto questo, mentre “parallelamente, la crescita dei ricavi cloud dei tre principali hyperscaler* procede al ritmo più sostenuto dal 2021, mentre il portafoglio ordini continua ad ampliarsi, segnalando una domanda ancora superiore all’offerta”.
Espansione utili non un fattore temporaneo, la dinamica di crescita appare più strutturale
Tra l’altro, “la forte crescita dei ricavi sta alimentando aspettative di ulteriori aumenti della spesa in conto capitale nel 2027” anche se, “naturalmente, un approccio più prudente potrebbe sottolineare come un singolo trimestre positivo non sia sufficiente a dimostrare la piena sostenibilità del trend”.
Gli analisti hanno rimarcato tuttavia la loro fiducia nella crescita degli utili delle aziende americane, scrivendo nel commento che i dati emersi dalla stagione delle trimestrali “suggeriscono che l’espansione della redditività non sia riconducibile a un fenomeno temporaneo, ma rifletta una dinamica di crescita più strutturale ”.
Detto questo, l’analisi conferma anche i dubbi che aleggiano sui mercati da diverso tempo, riguardo a quanto i ricavi che le società attive nell’AI continueranno a riportare giustificheranno davvero gli enormi investimenti che le stesse continuano a effettuare.
La prudenza dunque è d’obbligo, sebbene dalla nota e dal grafico di Payden & Rigel emerga la spinta record che i profitti delle società hanno dato all’economia USA. Grazie, anche, al fattore AI. Non per niente il titolo del commento degli analisti è stato il seguente: “AI, il boom dei profitti”.
*Per i tre principali hyperscaler si intendono le Big Tech, facenti parte anche del club delle Magnifiche 7, Amazon, Microsoft e Alphabet-Google.