Addio tamponi fai da te? Perché potrebbero essere eliminati: «Sono un disastro»

Claudia Mustillo

15 Luglio 2022 - 16:23

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Il nuovo boom di contagi Omicron è legato anche ai tamponi fai da te: «Il problema sono i positivi nascosti».

Addio tamponi fai da te? Perché potrebbero essere eliminati: «Sono un disastro»

I tamponi fai da te, negli ultimi giorni hanno suscitato diverse polemiche a causa della poca sensibilità che hanno nell’individuare i positivi e dell’utilizzo di questi tamponi per evitare di denunciare il contagio. La pandemia non si ferma e in Italia aumentano i contagi per lo più legati a Omicron e Omicron 5, anche se si torna a parlare di una nuova variante Covid che spaventano i virologi per via di una forte contagiosità e dello sviluppo di malattia grave.

Il problema, però, è che come sempre i dati non sono rappresentativi, colpa anche della nuova moda dei tamponi fai da te, che non permette di tracciare tutti i nuovi casi e di avere chiaro il numero di chi è attualmente positivo in Italia.

«È forte la richiesta dei dispositivi che ti consentono di scoprire in casa se si ha contratto il virus, senza dover fare la fila per sottoporsi al tampone rapido o molecolare che sia. Una tendenza, quella dei»fai da te«, partita da tempo nei grandi centri del nord e poi via via in fase di estensione anche in periferia», ha spiegato Alberto Angelini amministratore della Gammadis, azienda che si occupa di produzione di dispositivi anti-contagio come mascherine e tamponi.

Ondata Omicron: «Basta tamponi fai da te»

Il problema della nuova ondata di contagi Covid-19 che stiamo vivendo è proprio legato ai «positivi nascosti», come ha denunciato il professore Andrea Cristanti: «Sono un disastro. Accecano il sistema di sorveglianza sanitaria, non sappiamo quante persone sono positive, molti non si denunciano o lo fanno tardivamente, solo quando hanno sintomi gravi. E così neutralizzano le terapie antivirali. Peggio di così non si può. Se sbagliano in tutto il mondo sbagliamo pure noi? Questo dimostra solo come interessi di profitto danneggiano la sanità pubblica».

Il problema di chi non si autodenuncia o lo fa tardivamente non è solamente la diffusione del virus, per colpa di chi è positivo e continua a circolare liberamente, ma anche perché molti denunciano la positività solo quando la malattia è grave e ormai la terapia ha meno effetto. Oltre al fatto che l’isolamento di chi è positivo «è uno dei capisaldi della limitazione della circolazione del virus». Tra i dubbi legati ai tamponi fai da te anche la bassa sensibilità che hanno nel rilevare il virus, può accadere che in piena malattia e con i sintomi non si risulti positivi.

Aumentano i ricoveri negli ospedali

Il bollettino settimanale, con i dati al 14 luglio, dell’Iss- ministero della Salute intanto segnala una discesa dell’indice di contagio Rt, che resta comunque sopra la soglia epidemica, mentre continua a salire l’incidenza nel periodo fra il 22 giugno e il 5 luglio 2022.

L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,34 (range 1,30-1,40), in diminuzione rispetto alla settimana precedente (1,40).

Aumentano ancora i ricoveri per Covid-19 sia in terapia intensiva sia nei reparti ordinari: il tasso di occupazione in terapia intensiva sale al 3,9%; il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 15,8%.

Nel monitoraggio13 regioni a rischio moderato, 5 delle quali ad alta probabilità di progressione, mentre 8 sono a rischio alto «per la presenza di molteplici allerte di resilienza e una per non aver raggiunto la soglia minima di qualità dei dati trasmessi all’Iss».