Addio INPS? La guida definitiva per non restare al verde dopo i 67 anni

Redazione

25 Marzo 2026 - 16:55

Pensione a 60 anni? Ecco come aggirare la Legge Fornero legalmente e goderti la pensione.

Addio INPS? La guida definitiva per non restare al verde dopo i 67 anni

Pianificare la pensione in Italia non è più una scelta prudente, ma una strategia di sopravvivenza finanziaria necessaria per evitare il drastico «gap previdenziale» tra l’ultimo stipendio e il primo assegno INPS.

Con il passaggio definitivo al sistema contributivo e l’innalzamento costante dell’età pensionabile, il futuro dei lavoratori italiani dipende sempre meno dallo Stato e sempre più dalla capacità di costruire un secondo pilastro privato. Il primo passo fondamentale consiste nello sfruttare la deducibilità fiscale dei contributi versati alla previdenza complementare: ogni anno è possibile dedurre dal proprio reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro. Questo significa che un lavoratore con un’aliquota media riceve dallo Stato un «rimborso» immediato sotto forma di minori tasse, che di fatto abbassa il costo reale dell’investimento e ne accelera la crescita.

Un altro pilastro specifico del sistema italiano è la gestione intelligente del TFR, il Trattamento di Fine Rapporto. Lasciarlo in azienda garantisce una rivalutazione fissa legata all’inflazione, ma destinarlo a un fondo pensione può cambiare radicalmente il risultato finale grazie ai rendimenti dei mercati finanziari nel lungo periodo e a una tassazione agevolata che scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione, contro il 23% minimo della tassazione ordinaria. È una differenza enorme che può valere decine di migliaia di euro al momento del riscatto. Inoltre, per i lavoratori dipendenti, l’adesione ai fondi negoziali permette di sbloccare il contributo del datore di lavoro: una somma «regalata» dall’azienda che spetta solo a chi decide di investire attivamente nel proprio fondo di categoria.

Tuttavia, pianificare in anticipo significa anche guardare oltre i fondi pensione chiusi. Per chi punta a un pensionamento anticipato o a una maggiore flessibilità, è essenziale affiancare strumenti come gli ETF o i piani di accumulo del capitale (PAC) che non abbiano i vincoli di prelievo tipici dei fondi previdenziali. La diversificazione tra strumenti vincolati, che offrono enormi vantaggi fiscali, e strumenti liquidi, che offrono libertà di movimento, permette di affrontare con serenità le riforme pensionistiche che ciclicamente colpiscono l’Italia. Chi inizia a trent’anni a monitorare la propria «busta arancione» e a investire con metodo, non solo si garantisce una vecchiaia dignitosa, ma acquisisce il potere contrattuale di decidere quando smettere di lavorare, senza restare ostaggio delle tabelle di aspettativa di vita dell’Istat.

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