Addio CAPTCHA, Google introduce un nuovo metodo per sapere che non sei un robot

Pasquale Conte

12 Maggio 2026 - 13:47

Google ha pronto un nuovo sistema reCAPTCHA alternativo a quello attualmente in vigore. Ecco cosa basterà fare per superare i test di verifica umana.

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Ti sarà capitato sicuramente, durante la fase di accesso a un qualsiasi sito internet o portale. Dopo aver inserito email e password, c’è un riquadro subito sotto in cui cliccare per confermare di non essere un bot. Si apre poi un breve test, dove trovi del testo distorto da riscrivere o delle immagini da riconoscere.

Per quanto sicuro e utile per evitare frodi o spam, spesso questo sistema CAPTCHA ha fatto emergere critiche per il tempo che viene impiegato a risolverlo e per i messaggi di errore che spesso spuntano anche se il task è stato svolto correttamente. Proprio per questo motivo, Google ha pronto un sistema tutto nuovo di autenticazione.

Il nuovo sistema alternativo al CAPTCHA

Dalle indiscrezioni emerse, pare che Google stia lavorando a un nuovo sistema CAPTCHA basato sui codici QR, con l’obiettivo di sostituire i test di verifica basati su testi o immagini. Se tutto verrà confermato, ogni volta che si visita un sito web con login bisognerà scansionare un codice QR con il proprio smartphone.

Da smartphone Android il tutto verrebbe agevolato dall’applicazione Google Play Services, mentre su iPhone arriverebbe un software reCAPTCHA dedicato. Google non ha ancora spiegato ufficialmente in che modo funzionerebbe questo sistema e se effettivamente verrà implementato a livello globale.

Le ultime voci di corridoio ci dicono che i primi test sono partiti già alla fine del 2025 e quindi per il rilascio potrebbe essere questione di qualche settimana.

Il problema della sicurezza

Per quanto potenzialmente più efficace e veloce da risolvere, l’eventuale CAPTCHA tramite lettura di QR Code già desta preoccupazioni in merito alla sicurezza e alla privacy. I più critici sostengono che collegare la verifica agli smartphone potrebbe consentire a Google di associare l’attività di navigazione web ai singoli dispositivi.

Anche perché gli smartphone Android che usano Google Play Services sono generalmente collegati a un account Google. Questo vuol dire che, con una singola verifica, Big G potrebbe monitorare la cronologia, collegare le visite ai siti web con le identità dei device e aumentare la dipendenza dall’ecosistema di Google.

Considerando che, secondo alcuni report aggiornati, oggi sono oltre 5,3 milioni le aziende che usano i servizi CAPTCHA per proteggere i propri siti web, la nuova verifica tramite QR Code interesserebbe altrettanti centinaia di milioni di consumatori.

Al momento, il sistema rimane oggetto ti discussione. Si attendono chiarimenti da parte di Google, soprattutto in merito alla gestione dei dati e alle garanzie sulla privacy per gli utenti. Se il progetto andrà avanti, già entro la fine dell’anno ne sapremo certamente di più.

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