Dal 2026 la legge segna un cambio di passo: il nuovo silenzio-assenso «al contrario» sul TFR nei fondi pensione diventa dinamico e orientato a scelte più coerenti con il profilo del lavoratore.
La legge di bilancio 2026 è stata approvata in via definitiva e, tra le numerose novità introdotte, emerge una vera e propria mini-rivoluzione in materia di TFR e fondi pensione: dalla maggiore deducibilità fiscale dei versamenti volontari, che passa dai tradizionali 5.164,57 euro a 5.300 euro, all’innalzamento della quota massima incassabile immediatamente al momento del pensionamento, che sale dal 50% al 60% del montante finale; l’abolizione della pensione anticipata tramite fondo pensione, una misura introdotta soltanto lo scorso anno, oltre ad altre importanti modifiche.
Tra le novità forse passate più in sordina ce n’è però una che potrebbe incidere in modo significativo sul futuro previdenziale di milioni di lavoratori, ed è proprio di questa che vogliamo occuparci oggi: la fine del silenzio-assenso conservativo e l’introduzione di un sistema più dinamico e personalizzato, valido anche in assenza di una scelta esplicita da parte del lavoratore. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
TFR al fondo pensione: nasce il silenzio assenzo al contrario [...]
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