È morto a 93 anni Toshifumi Suzuki, padre dei convenience store giapponesi: ha portato il modello 7-Eleven in Giappone trasformandolo in un pilastro della vita quotidiana del Paese.
È morto a 93 anni Toshifumi Suzuki, l’uomo che ha portato il modello 7-Eleven in Giappone e lo ha trasformato in un pilastro della vita quotidiana del Paese. Considerato il padre dei “convenience store” giapponesi - piccoli negozi aperti 24 ore su 24 che vendono generi alimentari e prodotti di prima necessità - si è spento il 18 maggio per insufficienza cardiaca nella sua abitazione di Tokyo.
A dare la notizia è stato Seven & i Holdings, il gruppo che oggi controlla la catena e di cui Suzuki era consigliere onorario. In un comunicato la società ha espresso profonda gratitudine per il sostegno ricevuto da Suzuki nel corso della sua vita professionale, precisando che i funerali si sono svolti in forma privata su volontà della famiglia e che una cerimonia commemorativa sarà organizzata in seguito.
Chi era Toshifumi Suzuki, il “re dei konbini” che ha cambiato il volto del Giappone
L’eredità di Suzuki si misura nella trasformazione di un’idea importata in un tratto distintivo del Paese. All’inizio degli anni Settanta, quando ha scoperto 7-Eleven, una catena americana di negozi di prossimità, l’imprenditore ha intuito che quel modello avrebbe potuto funzionare anche in Giappone. Una scommessa accolta allora con forte scetticismo, in un mercato dominato dai piccoli esercizi a conduzione familiare.
A rendere possibile quell’intuizione è stato un percorso professionale iniziato lontano dalla grande distribuzione. Nato nel 1932 nella prefettura di Nagano, Suzuki ha mosso i primi passi nel settore editoriale, lavorando per un grossista di libri prima di approdare nel 1963 a Ito-Yokado, una delle principali realtà del vendita al dettaglio in Giappone. È proprio lì che ha iniziato a costruire il progetto destinato a cambiare le abitudini di consumo di milioni di giapponesi.
Il primo 7-Eleven a Tokyo e la scommessa vinta
Nel 1973 Suzuki ha siglato l’accordo con Southland, società proprietaria di 7-Eleven. L’anno successivo ha inaugurato nel quartiere di Toyosu, nella zona orientale di Tokyo, il primo punto vendita della catena statunitense del Paese. Il successo è stato immediato. Da quel momento sono arrivate innovazioni destinate a fare scuola nell’intero settore: dall’apertura 24 ore su 24 ai primi sistemi su larga scala per la gestione delle scorte articolo per articolo.
Proprio l’uso dei dati per calibrare l’assortimento dei negozi ha rappresentato una delle sue intuizioni più riconosciute: su quella base, Suzuki ha costruito un modello commerciale incentrato sui pasti pronti e su una rotazione rapidissima delle merci, contribuendo a trasformare i convenience store in un punto di riferimento della vita quotidiana giapponese.
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I konbini diventano un simbolo del Giappone
Sotto la guida di Suzuki i konbini hanno smesso di essere semplici negozi all’angolo della strada. Hanno iniziato a vendere alimenti tradizionalmente preparati in casa, come onigiri e bento, diventati rapidamente tra i prodotti più richiesti. Allo stesso tempo i punti vendita si sono arricchiti di servizi che spaziavano dalla spedizione dei pacchi al pagamento delle utenze, dagli sportelli bancari alle macchine per il caffè preparato al momento.
La rete di negozi è cresciuta fino a fare di 7-Eleven la più grande catena di convenience store al mondo. Quando la statunitense Southland è finita in difficoltà finanziarie negli anni Novanta, travolta dai debiti di un’acquisizione finanziaria, è stata proprio la società giapponese a guidarne il salvataggio e la ristrutturazione, acquisendone progressivamente il controllo. Nel 2005 l’attività americana è poi diventata una controllata interamente di proprietà giapponese.
La nascita di Seven & i Holdings e l’addio del 2016
Sempre nel 2005 Suzuki ha dato vita a Seven & i Holdings, supervisionandone l’espansione in un conglomerato della distribuzione. Ha lasciato la presidenza nel 2016, dopo una disputa interna sulla gestione del gruppo, ma è rimasto una figura influente nel settore retail giapponese, mantenendo il ruolo di consigliere onorario fino alla morte.
Negli anni più recenti Seven & i ha attraversato una fase complessa, segnata da una redditività stagnante e dalle difficoltà di alcune attività periferiche. Nel 2024 la canadese Alimentation Couche-Tard, proprietaria della catena Circle K, ha presentato un’offerta di acquisizione miliardaria, poi ritirata nel 2025 per la mancata apertura del gruppo giapponese alla trattativa. Sarebbe stata la più grande operazione straniera mai realizzata in Giappone.
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