Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, ha ceduto la sua creatura a organizzazioni ambientaliste. Una lezione importante data a tutti i miliardari
Il mondo dell’imprenditoria mondiale è ricchissimo di personaggi che sono partiti dal basso, magari da un lavoro umile o da una piccola idea, e sono arrivati in vetta. Tra questi, però, ce ne sono alcuni che hanno deciso di restituire quanto guadagnato.
Uno dei migliori esempi in tal senso è quello di Yvon Chouinard, fondatore del marchio di abbigliamento tecnico Patagonia. Nel 2022 Chouinard ha deciso di cedere le sue quote aziendali, valutate circa 3 miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro) a organizzazioni ambientaliste.
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Dall’amore per l’arrampicata alla nascita di Patagonia
Yvon Chouinard nacque nel 1938 in una piccola cittadina del Maine da genitori franco-canadesi. Trasferitosi dopo pochi anni in California, iniziò ad appassionarsi di arrampicate e fu tra i “pionieri” della Yosemite Valley.
Durante le prime scalate Chouinard si accorse che gli strumenti di arrampicata erano poco efficienti e decise di comprare una piccola forgia per iniziare a creare i propri chiodi.
Nacque così la prima azienda, la Chouinard Equipment che produsse chiodi per tutti gli anni ‘60 e per i primi anni ‘70. In quegli anni Chouinard si rese conto anche di un’altra cosa: i capi tecnici per le arrampicate erano o troppo freddi o troppo caldi, scomodi e decisamente poco durevoli.
Da quella consapevolezza e da un viaggio in Scozia in cui Chouinard rimase colpito dalle maglie in pile indossate dai pescatori, nacque la prima linea di produzione di abbigliamento tecnico.
Siamo nel 1973, data di fondazione ufficiale di Patagonia, il marchio che da oltre 50 anni rappresenta l’eccellenza mondiale nella realizzazione di capi sportivi performanti e sostenibili.
“La Terra è il nostro unico azionista”
Nel 2022, l’allora 83enne Chouinard ha preso una decisione con pochi eguali nel mondo dell’imprenditoria attuale. Invece di godersi una pensione dorata o di cedere il suo patrimonio agli eredi, ha donato il 100% delle sue quote azionarie, con valore stimato in circa 3 miliardi di dollari, a organizzazioni specializzate in tutela ambientale.
Una decisione presa in accordo con la famiglia e accompagnata da una dichiarazione che andrebbe fatta leggere ai negazionisti climatici o ai “cementificatori”: «La Terra è il nostro unico azionista».
Un messaggio fortissimo pubblicato sul sito ufficiale di Patagonia in cui Chouinard ha voluto sottolineare anche l’impegno pluriennale dell’azienda per la tutela ambientale e le decisioni di scegliere soltanto materiali sostenibili e di donare ogni anno l’1% delle vendite a Ong ambientaliste.
Patagonia continuerà a esistere
La buona notizia per i clienti Patagonia è che l’azienda continuerà a esistere con base in California e a vendere i suoi eccezionali capi tecnici.
La famiglia Chouinard, però, non farà più parte del progetto. Le azioni con diritto di voto, il 2% del totale, sono state trasferite alla Patagonia Purpose Trust, fondo che verrà supervisionato dai membri della famiglia e che avrà lo scopo di controllare il lavoro di Patagonia in ottica di cessione dei profitti e responsabilità sociale.
Il restante 98% del patrimonio azionario è stato ceduto alla nuova no-profit Holdfast Collective, nata per ricevere i profitti della compagnia e riutilizzarli in iniziative volte a contrastare il cambiamento climatico.