Il cancelliere tedesco Friedrich Merz vuole ridurre il numero di lavoratori part-time, permettendo di svolgere un orario ridotto solo in casi eccezionali.
In Germania di sono oltre 16 milioni di lavoratori part-time, che corrispondono a più di un terzo del numero complessivo di lavoratori in attività. La CDU/CSU ha proposto di limitare il lavoro a tempo parziale a pochi casi eccezionali (legati a questioni familiari, di salute o di assistenza) per affrontare una crisi del mercato del lavoro che non si vedeva da anni.
Mentre aumenta il numero di cittadini disoccupati nel Paese, sono sempre meno i lavoratori specializzati che possono prendere il posto di coloro che a breve andranno in pensione. La carenza di manodopera nelle industrie sta mettendo a dura prova il Paese.
Secondo quanto proposto dai partiti, si potrà svolgere un’occupazione a tempo parziale solo per validi motivi personali, per poter badare ai figli, per assistere una persona anziana o malata e non più per avere più tempo libero. Sebbene non approvata a causa delle numerose proteste, la proposta rimane in cantiere.
Chi sono i lavoratori part-time in Germania
Nel 2025 i lavoratori part-time in Germania erano circa 16 milioni e 750mila, cioè il 30,6% della forza lavoro complessiva (+0,4% rispetto all’anno precedente). Di questi, le donne erano quasi la metà (49,5%), in gran parte impegnate negli obblighi familiari, nell’assistenza agli anziani o per badare ai figli piccoli.
La maggior parte dei lavoratori part-time in Germania è legata a motivi ben precisi piuttosto che al fatto di non voler lavorare o di voler maggiore tempo libero. I servizi sociali tedeschi, infatti, esistono ma sono insufficienti: spesso le residenze per anziani non hanno abbastanza personale o propongono rette talmente elevate da non risultare accessibili per la maggior parte dei cittadini.
Lo stesso vale per i servizi di supporto per l’infanzia: i posti negli asili infantili in rapporto alla popolazione sono di più in Italia che in Germania, dove si contano almeno 300mila posti mancanti. Scegliere l’istruzione privata, anche in questo caso, ha dei prezzi inaccessibili per la maggior parte delle famiglie. Perciò le donne sono spesso obbligate e scegliere un impiego a tempo parziale per dedicarsi alla cura dei figli.
Altri motivi per cui si sceglie il part-time riguardano i giovani studenti che frequentano università o master e che vogliono fare esperienza prima di laurearsi: in questi casi, conciliare studio e lavoro è fondamentale e l’orario ridotto è un’ottima soluzione. Infine, una parte di lavoratori a tempo parziale include persone con problemi fisici.
Perché la Germania vuole ridurre il part-time?
Mentre l’Italia affronta una grave carenza di lavoratori specializzati in comparti produttivi essenziali, anche la Germania sta vivendo una situazione difficile. Il numero di disoccupati nel Paese guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha superato la quota di tre milioni per la prima volta negli ultimi 12 anni.
Anche in Germania mancano quasi due milioni di lavoratori specializzati e, con i pensionamenti in programma nei prossimi anni, si rischia un blocco di alcuni settori produttivi.
I lavoratori tedeschi, infatti, sono tra i più anziani d’Europa: su 40,9 milioni di occupati, 9,8 milioni hanno da 55 a 64 anni e tra poco andranno in pensione senza avere un sostituto a prendere il loro posto. In media sono il 24%, rispetto alla media europea che si attesta sul 13,1%. In Italia la situazione non è particolarmente idilliaca, considerando una percentuale del 16,7%.
La protesta contro la riforma
Per il momento la riforma del lavoro in Germania, che prevedeva la riduzione del numero di lavoratori part-time non è stata approvata a causa delle numerose proteste da parte dei socialdemocratici. Questi ultimi hanno definito la riforma “asociale”, perché non tiene conto delle esigenze individuali e delle famiglie. Contrari anche alcuni membri del CDU/CSU.
La scelta di svolgere un lavoro part-time, spesso, non deriva dalla necessità di avere maggiore tempo libero, ma da moltissimi altri fattori legati alla salute, alla cura dei figli e al sostegno agli anziani.
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