Lo sconto sul gasolio finisce il 5, il Fisco torna a scrivere, le famiglie possono vedersi cambiare l’importo dell’assegno. E nel 730 debuttano le nuove regole per i redditi sopra i 75.000 euro.
Il rientro dalle vacanze porta con sé il cambiamento di diverse regole e alcune riguardano platee molto ampie di cittadini. Ecco cosa succede, quali novità ci sono e cosa conviene controllare a partire dal 1° settembre 2026.
Il gasolio potrebbe costare di più dal 6 settembre
Il taglio delle accise da 17 centesimi al litro sul gasolio, prorogato dal Consiglio dei ministri del 26 agosto con un decreto approvato in una riunione durata pochi minuti, resta in vigore solo fino al 5 settembre. Salvo ulteriori interventi, dal giorno successivo l’accisa sul gasolio torna al livello ordinario, abbandonando i 532,90 euro ogni mille litri fissati dalla misura straordinaria. Lo sconto riguarda soltanto il diesel: la benzina non è mai stata inclusa. Insieme al taglio scade anche il credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto.
La proroga è costata circa 130 milioni, coperti attraverso un meccanismo di acconto sulle imposte relative ai dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici ed è arrivata dopo una sequenza di rinvii ravvicinati. La misura era stata introdotta dal decreto legge 139 del 5 agosto con scadenza al 24, poi estesa al 26 con decreto interministeriale, poi ancora al 5 settembre.
Il governo ha lasciato intendere di voler abbandonare i tagli generalizzati per passare a sostegni selettivi, calibrati sul reddito e individuati tramite soglie Isee. Sarebbe un cambio di impostazione significativo perché passeremmo dallo sconto valido per tutti alla stazione di servizio a un aiuto riservato a chi rientra in determinati parametri. Nulla però è ancora formalizzato.
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Il Fisco torna a scrivere
Dal 1° settembre termina la sospensione feriale e riparte a pieno regime la macchina dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ripartono le lettere di compliance, con cui il Fisco segnala anomalie tra quanto dichiarato e i dati in suo possesso, e riprende il flusso ordinario di cartelle di pagamento e avvisi di addebito INPS. Dal 5 settembre tornano a decorrere i termini per gli avvisi bonari e per la risposta alle richieste documentali da controllo formale, sospesi dal 1° agosto. Chi ha ricevuto una comunicazione prima dell’estate e ha lasciato la pratica in sospeso grazie alla pausa estiva farebbe bene a riprenderla adesso.
L’Assegno Unico può cambiare importo
Settembre è uno dei mesi in cui l’importo dell’Assegno Unico si modifica più spesso. L’inizio dell’anno scolastico e universitario ridefinisce la condizione dei figli che hanno compiuto diciotto anni. Il beneficio non si perde automaticamente ma prosegue fino ai 21 anni se il figlio frequenta un corso di studi o di formazione professionale, svolge un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, risulta registrato come disoccupato presso i servizi per l’impiego oppure presta servizio civile universale.
Chi riprende l’attività lavorativa dopo una pausa può far scattare la maggiorazione prevista quando entrambi i genitori lavorano e vale anche il contrario: se un genitore smette di lavorare, la maggiorazione decade.
Ricordiamo che da marzo 2026 l’importo è calcolato sul nuovo ISEE per prestazioni familiari e che, ssenza un’attestazione valida, l’assegno viene erogato nella misura minima, a prescindere dalla situazione economica reale.
Gli accrediti di settembre sono attesi il 21 e 22 per le posizioni già consolidate, mentre chi ha presentato domanda di recente o è interessato da ricalcoli riceverà il pagamento nell’ultima settimana del mese.
Carta Dedicata a Te: partono le comunicazioni
Nelle prossime settimane i Comuni cominceranno a pubblicare e comunicare gli elenchi dei beneficiari della Carta Dedicata a Te per il 2026, sulla base delle liste trasmesse dall’INPS.
Il contributo è di 500 euro a famiglia, destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità ed erogato tramite carte ricaricabili Postepay. Gli accrediti sono previsti a partire da ottobre, con la prima spesa da effettuare entro il 16 dicembre 2026. Non serve presentare domanda perché l’individuazione dei beneficiari avviene d’ufficio.
Novità in busta paga e sul cedolino
I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 nei mesi estivi vedono i rimborsi o le trattenute IRPEF già nello stipendio di settembre. Lo stesso vale per i pensionati, con i conguagli che compaiono sul cedolino INPS.
Chi invece invia la dichiarazione in questi giorni dovrà attendere: il conguaglio arriva in genere tra ottobre e dicembre, a seconda di quando il sostituto d’imposta riceve il modello 730-4.
Chi non riesce a inviare il 730 entro il 30 settembre dovrà ripiegare sul Modello Redditi PF entro il 2 novembre (il 31 ottobre cade di sabato), perdendo però il conguaglio automatico in busta paga.
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