La dichiarazione dei redditi si sdoppia, saranno necessari due invii nel 2027?

Patrizia Del Pidio

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Dichiarazione dei redditi in due invii. Come funzionerebbero i quadri liquidativi a luglio e informativi a novembre e le perplessità dei professionisti.

La dichiarazione dei redditi si sdoppia, saranno necessari due invii nel 2027?

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Il Governo ha avanzato l’ipotesi di suddividere la dichiarazione dei redditi in due invii: uno a luglio per i dati che riguardano la liquidazione delle imposte e uno a novembre per gli ISA e gli altri dati informativi. Si vorrebbe, quindi, fare una distinzione tra quadri liquidativi e quadri informativi.

Lo sdoppiamento è stato proposto in vista della Manovra 2027, ma tuttora è al vaglio e mira a scardinare il tradizionale modello di invio unico. L’obiettivo teorico è quello di evitare gli ingorghi fiscali durante l’estate, ma quanto ipotizzato crea una netta divisione tra versamenti e dati statistico/informativi.

Sdoppiamento della dichiarazione dei redditi

L’ipotesi prevede una prima scadenza a luglio in cui si concentrerebbero esclusivamente i dati strettamente necessari per determinare l’imposta, il debito o il credito del contribuente.

In questa prima tranche la dichiarazione sarebbe più leggera, finalizzata soltanto a non ritardare i flussi finanziari verso l’Erario. Si dovrebbero presentare i quadri reddituali necessari a determinare l’imponibile, quantificando ricavi, compensi e spese che concorrono al calcolo del reddito.

L’obiettivo primario di questa prima tranche è quello di elaborare il prospetto di liquidazione da cui si originano i calcoli per determinare il saldo delle imposte dell’anno precedente e le rate di acconto per l’anno in corso. In questo modo è possibile versare il dovuto con il modello F24. In questa fase verrebbero valutati anche tutti gli oneri detraibili e deducibili per garantire che il saldo finale sia corretto.

Con il secondo invio, quello di novembre, si dovrebbero raccogliere soltanto i dati che l’Agenzia delle Entrate raccoglie per il controllo, il monitoraggio, la statistica che non influiscono sul calcolo matematico delle imposte.

In questa seconda fase confluirebbero i dati degli aiuti di Stato, le perdite pregresse, le plusvalenze da monitoraggio fiscale. Anche la compilazione dei modelli ISA verrebbe posticipata a novembre, anche se questo è uno dei punti più discussi: il punteggio ISA varia se il contribuente decide di modificare l’imposta dovuta per migliorare il proprio profilo fiscale. Nel modello a doppio invio questo comporterebbe correttivi o ricalcoli da effettuare a luglio.

I dubbi dei professionisti

La proposta ha suscitato dubbi e perplessità in chi opera nel settore. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha evidenziato che non ci sarebbe nessuna reale semplificazione perché i conteggi per determinare l’imposta andrebbero comunque effettuati a luglio, senza alleggerire in alcun modo il carico di lavoro. La modifica, poi, porterebbe a dover riaprire le pratiche in autunno.

I professionisti evidenziano anche il rischio di aumentare gli errori separando i dati liquidativi da quelli informativi. Oltre alle incertezze operative, inoltre, si appesantirebbero anche i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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