Abolizione bollo auto grazie al calo dello spread: la proposta di Di Maio

Abolizione del bollo auto, la tassa che frutta alle Regioni circa 6,5 miliardi l’anno. Per il vicepremier Luigi Di Maio è ora possibile grazie al calo dello spread, ma le perplessità sono tante.

Abolizione bollo auto grazie al calo dello spread: la proposta di Di Maio

Abolizione del bollo auto grazie ai risparmi dello spread: torna in auge l’ipotesi di eliminare una delle tasse più odiate dagli italiani e questa volta è il vicepremier M5S Luigi Di Maio a dire la sua.

Grazie al calo dello spread è possibile intervenire per ridurre o addirittura eliminare totalmente il bollo auto, la tassa che porta alle Regioni circa 6,5 miliardi di euro all’anno. Una somma importante, che tuttavia si occuperebbe di pagare direttamente lo Stato.

Di tasse in Italia ce ne sono tante, ma alcune di queste sono davvero mal digerite dai contribuenti. Imu, Tasi, canone Rai o bollo auto sono alcuni degli esempi più utili da citare.

Luigi Di Maio punta ad abolirne due: accanto al bollo auto c’è anche l’ipotesi di cancellazione del canone Rai.

Abolizione bollo auto grazie al calo dello spread: la proposta di Di Maio

Entro fine anno saranno trovati i soldi per abolire il bollo auto. L’obiettivo è fare in modo che entro la fine del 2019 si reperiscano le risorse o per una sua profonda riduzione oppure per una cancellazione totale di una delle tasse più odiate dagli italiani.

È durante l’intervista ad Uno Mattina del 18 luglio 2019 che il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, avanza una proposta per le cui coperture il Governo saprebbe già da dove attingere: dai risparmi derivanti dal calo dello spread.

Non è chiaro se si tratti di una proposta avanzata “sul momento” o se allo studio del Governo vi sia già un provvedimento volto proprio all’abolizione del bollo auto, entrata fondamentale per le casse delle Regioni.

Non si può non constatare però che se il calo dello spread consentirà all’Italia di risparmiare qualcosa, si tratterebbe di risorse già ipotecate. Questa estate si farà ricordare per le innumerevoli promesse del Governo: dal calo dell’Irpef, del cuneo fiscale, fino all’abolizione del bollo auto e del canone Rai. Il 2020 viene dipinto come l’anno dell’addio alle tasse, ma a ben vedere la situazione è meno rosea di quanto vogliono farci credere.

Sembra che ci si sia dimenticati del pericolo dell’aumento dell’IVA previsto proprio dal prossimo anno. Serviranno 23 miliardi di euro per evitarlo, ma ancora oggi le intenzioni del Governo sono poco chiare.

L’abolizione del bollo auto sembra un’ipotesi irrealizzabile, almeno per il momento, e nonostante le buone intenzioni di Luigi Di Maio.

L’ipotesi abolizione bollo auto piace agli italiani

C’è da dire che parlare di abolizione del bollo auto significa “andare dritti al cuore degli italiani”.

Se le tasse sono di per sé una cosa non proprio gradita, quella che colpisce il solo possesso dell’auto occupa uno dei primi posti tra quelle più odiate. La proposta di Di Maio sarebbe sicuramente ben accolta, secondo quanto affermato anche dal Centro Studi Promotor.

Il Presidente Gian Primo Quagliano ha dichiarato che se la proposta andrà in porto sarà una misura da tantissimi anni attesa dagli automobilisti e sicuramente opportuna in quanto ridurrà il carico fiscale sulla motorizzazione che è ai massimi livelli nel mondo.

Questo però non basta: per adeguare l’Italia agli standard europei sarebbe anche necessario rendere detraibile al 100% l’Iva sulle auto aziendali. A questa promessa ci ha tuttavia pensato l’altro vicepremier, Matteo Salvini.

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1 commento

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GGM • Luglio 2019

Certo, dopo che Draghi ha annunciato il nuovo programma di acquisto di titoli di Stato (che ha abbassato di 70-80 punti i tassi di interesse sul nostro debito), lo Stato quest’anno avrà un risparmio di circa 1,5 miliardi di € e l’anno prossimo 3-4, per cui togliamo una tassa che dà 6,5 miliardi alle regioni. Non trovate nulla di strano che lo Stato tolga le tasse e gli introiti agli altri? E quindi risparmio un po’ sui debiti dello Stato per tagliare il doppio sugli introiti degli altri? Tutto ok? A quando invece un piano serio per ridurre il debito mostruoso che ci obbliga ogni anno a partire con un passivo di 60 miliardi di €, che non ha eguali nell’UE (a parte la Grecia) e che ci toglie le risorse per fare quello che possono fare gli altri?

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