A che punto è la guerra in Ucraina e quanto è lontana la fine

Luna Luciano

2 Giugno 2022 - 12:00

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Al 99° giorno della guerra in Ucraina, Mosca avanza, concentrando le proprie forze su Severodonetsk, eppure la Russia è in difficoltà. Ecco a che punto è la guerra e quanto è lontana la fine.

A che punto è la guerra in Ucraina e quanto è lontana la fine

La pressione delle forze russe in Ucraina sembra giunta al suo culmine, i russi controllano ormai l’80% di Severodonetsk, ma iniziano a manifestarsi i primi sintomi di difficoltà per Mosca. Stando agli esperti dell’Institute for the Study of War infatti la Russia avrebbe completamente cambiato strategia, decidendo di conquistare una città alla volta, piuttosto che avanzare su tutto il fronte.

Al 99° giorno del conflitto russo-ucraino l’esercito russo si concentra quindi su Severodonetsk, la maggiore città del Donbass, il cui controllo significherebbe l’occupazione della quasi totalità del Donbass ucraino. Intanto il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace ha confermato che verranno forniti all’Ucraina sistemi missilistici M270 a lungo raggio, scelta coordinata con gli Usa, mentre slitta il nuovo pacchetto di sanzioni Ue a Mosca a causa del voto contrario dell’Ungheria.

Davanti a una simile situazione, tra notizie di combattimenti al fronte, di sanzioni e di possibili mosse strategiche delle fazioni, è naturale perdere di vista il quadro generale. Mentre la “grande offensiva” guidata dal generale Dornikov sembra aver portato a un’avanzata russa in Donbass, lenta ma costante, in molti si domandano a che punto sia la guerra e quanto sia lontana la fine. È quindi necessario cercare di fare il punto della situazione: ecco tutto quello che c’è da sapere.

A che punto è la guerra in Ucraina: Mosca in difficoltà

Per poter comprendere a pieno cosa sta accadendo e a che punto è la guerra in Ucraina, bisogna guardare al Donbass, dove le forze russe stanno lentamente ma inesorabilmente avanzando. Gran parte del nodo ferroviario di Lyman e l’80% Severodonetsk sono senza dubbio controllati da Mosca, ma è necessario volgere lo sguardo anche al Sud dell’Ucraina, dove stanno avvenendo due importante controffensive - come ricorda un articolo di Difesa online.

La prima presso l’oblast Zaporizia, non lontano dal Donbass, dove gli ucraini per la prima volta stanno ricorrendo agli obici forniti da Italia, Usa e Francia. La seconda invece ha luogo a Kherson, dove i russi potrebbero facilmente perdere la città, soprattutto se le truppe ucraine riusciranno a far saltare le vie di rifornimento verso il sud, impedendo alle forze di Mosca di poter ricevere rinforzi. Come si può leggere dall’analisi di Difesa online, questa possibilità, come la contemporanea controffensiva di Zaporizia e la ripresa di quella nell’oblast di Kharkiv, potrebbero costringere la Russia a dividere le proprie forze militari.

Se quindi la pressione russa sembra giungere al culmine dall’altra Mosca comincia a trovarsi in difficoltà, nell’ultima settimana si sono infatti manifestati i primi sintomi come:

  • il reclutamento di riservisti di 40-60 anni;
  • il dispiegamento di carri armati sovietici, fermi da oltre 30 anni come i T-62 e i T-80BV o della Seconda guerra mondiale come il T-54;
  • iniziative per raccogliere volontari nella capitale;
  • le industrie meccaniche del Paese lavorano ormai solo part-time a causa della mancanza di componenti.

A queste si aggiunge lo scetticismo delle aziende high-tech russe coinvolte in un progetto del ministero della difesa per produrre circuiti integrati completamente made in Russia entro il 2023. Ciò che emerge dal quadro complessivo, quindi, è che la Russia ha perso diverse occasioni per avanzare il mese scorso, quando le truppe ucraine hanno cercato di ridurre al minimo lo spreco delle munizioni, in attesa dei rifornimenti occidentali.

Guerra in Ucraina: quanto è lontana la fine?

Se da una parte emergono le prime vere difficoltà per Mosca, dall’altra non è possibile prevedere quanto è lontana la fine della guerra in Ucraina. Di certo non lascia ben sperare la riluttanza della Russia a sedersi al tavolo delle trattative.

Secondo le analisi degli esperti dell’intelligence statunitense la Russia si starebbe preparando a un “conflitto prolungato”, il presidente russo Putin, infatti, non avrebbe nel proprio mirino solo il Donbass, ma anche la Transnistria, per controllare tutta la costa ucraina sul Mar Nero. Per poter far questo però Mosca andrebbe in contro a una serie di cambiamenti e sforzi quali riorientare la produzione industriale o azioni militari; dalla sua parte, Mosca ha ancora risorse non dispiegate in campo militare, contando sul giocoforza della stanchezza della popolazione assediata, la quale continua però a ricevere rifornimenti e aiuti dall’Occidente. Se non è quindi possibile stabilire quanto sia lontana la fine, ciò che si può affermare con certezza è che di sicuro non è vicina.

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