A che età si può fare un tatuaggio? 14, 16 o 18 anni?

La legge prevede rigide regole per i tatuaggi, specialmente se a volersi tatuare sono ragazzi minorenni. Ecco a che età si può fare e quando, invece, serve il consenso dei genitori.

A che età si può fare un tatuaggio? 14, 16 o 18 anni?

A che età si può fare un tatuaggio e i minori possono farlo da soli? Se sei giovane e stai pensando di incidere sulla tua pelle un tatuaggio permanente è bene leggere attentamente cosa dice la legge al riguardo.

Chi decide di farsi un tatuaggio deve come prima cosa considerare i rischi alla salute, legali e non ultimo la possibilità che con gli anni si cambi idea. Ma se si è davvero convinti, bisogna sempre rivolgersi a studi professionali che rispettano le norme igienico-sanitarie.

La legge stabilisce a quale età si possa fare un tatuaggio in totale autonomia: 18 anni, cioè quando il ragazzo diventa legalmente maggiorenne e responsabile dal punto di vista penale e civile. Tuttavia in alcune ipotesi è possibile farsi tatuare anche prima della maggiore età ma non prima di aver compiuto i 16 anni. In tal caso, però, serve l’autorizzazione dei genitori o del tutore.

Ma come deve essere espresso il consenso dei genitori/tutore? E cosa rischia chi tatua dei minori non autorizzati? Ecco le regole in vigore nel nostro ordinamento e le sanzioni per chi non le rispetta.

Via libera ai tatuaggi a 18 anni

In tema di tatuaggi la legge parla molto chiaro: l’età minima per farsi tatuare è 18 anni, al di sotto di questa età il tatuatore - se onesto e rispettoso delle norme - deve rifiutare il lavoro.

Unica ipotesi in cui è possibile farsi un tatuaggio prima dei 18 anni è avere il consenso di entrambi i genitori, ma di questo parleremo nel prossimo paragrafo.

Perché per tatuarsi bisogna aspettare la maggiore età? Le ragioni sono molteplici e servono a tutelare l’integrità psicofisica del ragazzo: il tatuaggio è permanente, può essere molto doloroso, provocare infezioni e arrecare un danno alla salute ed estetico. Per questo è opportuno avere una maturità tale da poter meditare sui pro e i contro di farsi disegnare un tatuaggio permanente. E la legge fissa la maturità a 18 anni, età in cui ragazzi e ragazze diventano responsabili dal punto di vista civile, penale, possono votare, stipulare contratti e prendere decisioni in autonomia.

Tatuaggio sui minori: i genitori devono essere presenti

Anche i minori di 18 anni possono tatuarsi, tuttavia non prima di aver compiuto 16 anni. In questo caso, però, la legge impone che il minore abbia il consenso espresso di entrambi i genitori (se viventi) oppure del tutore legale.

Gli under 18 che desiderano un tatuaggio devono essere accompagnati di persona dai genitori nello studio del tatuatore poiché una semplice liberatoria scritta e firmata non ha nessuna validità (e potrebbe essere falsificata senza troppa difficoltà).

In altre parole, i genitori devono essere presenti al momento della stipulazione dell’accordo scritto o orale con il tatuatore, altrimenti ci potrebbero essere delle conseguenze legali.

I minori di 16, invece, non possono farsi tatuare nemmeno con il consenso di mamma e papà; quindi se ti stai chiedendo se puoi fare un tatuaggio a 14 anni la risposta è no.

Cosa rischia il tatuatore

Anche se la legge vieta di fare tatuaggi sui minori senza specifica autorizzazione, può capitare che un tatuatore trasgredisca questa regola, ma si tratta di una “leggerezza” che potrebbe costare molto caro. Infatti i genitori del ragazzo potrebbero intraprendere le vie legali e pretendere:

  • la restituzione dei soldi pagati dal minore per il tatuaggio;
  • il risarcimento dei danni economici, come ad esempio le spese sostenute per la rimozione del tatù (che vanno dai 1000 ai 1500 euro);
  • il risarcimento dei danni morali, ove dimostrati.

A ciò potrebbe aggiungersi una condanna per lesioni volontarie nei confronti del minore e, nelle circostanze più gravi, l’ordinanza di chiusura del locale.

Precisiamo, inoltre, che il tatuatore non può tutelarsi esibendo una semplice liberatoria firmata dei genitori, poiché deve dimostrare che il consenso dei genitori esisteva al momento della stipulazione del contratto cioè dell’esecuzione del tatuaggio; è per questa ragione che la legge richiede la loro presenza fisica.

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