Zingaretti: “Se cade il governo niente accordi con i 5 Stelle ma si torni al voto”

Lanciato nella corsa delle primarie del PD, Nicola Zingaretti ha spiegato la sua contrarietà ad accordi con i 5 Stelle se dovesse cadere il governo.

Zingaretti: “Se cade il governo niente accordi con i 5 Stelle ma si torni al voto”

Niente patti con il Movimento 5 Stelle in caso di un disfacimento del governo gialloverde ma subito un ritorno alle urne. Mentre si iniziano a scaldare i motori delle primarie del Partito Democratico, Nicola Zingaretti chiarisce subito quale sia la sua linea riguardo ai pentastellati.

Quello di una possibile alleanza parlamentare con i 5 Stelle è in pratica un tema che tiene banco all’interno del PD dallo scorso 4 marzo. Nonostante abbia spesso usato parole di apertura verso il Movimento, Zingaretti che è il favorito in queste primarie secondo i sondaggi sembrerebbe invece chiudere a ogni possibilità di patto con i grillini.

Zingaretti chiude ai 5 Stelle

Anche se ha preso il via soltanto a inizio giugno, in molti sono pronti a scommettere che il “governo del cambiamento” sia destinato a terminare la sua esperienza a fine maggio, ovvero quando si terranno le elezioni europee.

Una volte che le urne avranno certificato l’exploit della Lega finora attestato soltanto dai sondaggi, Salvini sarebbe pronto a dire addio ai pentastellati e andare lui a Palazzo Chigi insieme al resto del centrodestra.

Si parla però anche di una sorta di piano B da parte del Movimento 5 Stelle che, forte della sua folta rappresentanza parlamentare, potrebbe a sua volta cercare di fare un governo con il Partito Democratico.

Nel merito però molto dipenderà da chi uscirà vincitore dalle primarie. Tra gli aspiranti candidati dem che finora hanno ufficializzato la propria scesa in campo, Nicola Zingaretti è uno di quelli considerato meno ostile ai 5 Stelle.

Durante una conferenza stampa il governatore del Lazio, oltre a indicare nel periodo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo come possibile data delle primarie, ha però allontanato ogni ipotesi di accordo con il Movimento.

Non esistono le condizioni politiche per un accordo con il M5S - ha affermato Zingaretti - Anche perché dal 4 marzo le cose sono precipitate, i 5 stelle hanno dimostrato una identità che li ha resi complici di alcuni comportamenti”.

Per il governatore quindi se dovesse cadere il governo Conte l’unica strada maestra sarebbe quella di “dare la parola ai cittadini”. Intanto però ci sono le europee da dover affrontare con il PD che per Zingaretti “si dovrà presentare con il suo simbolo ma aperto nelle personalità e nella forma”.

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