Zaia non segue Salvini: “Il virus non è andato via”

Mentre Matteo Salvini si è rifiutato di indossare la mascherina al Senato, Luca Zaia invita a non abbassare la guardia: “Fondamentale rispettare le indicazioni date dal DPCM, in Veneto ci sono 38 focolai”.

Zaia non segue Salvini: “Il virus non è andato via”

Luca Zaia si smarca da Matteo Salvini sul tema coronavirus, dimostrando ancora una volta come i due abbiano degli approcci quasi diametralmente opposti su come gestire questa Fase 3 dell’emergenza.

Del resto Zaia è il governatore del Veneto alla ricerca per giunta di un terzo mandato consecutivo alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, mentre Salvini è il leader di una Lega data in difficoltà nei sondaggi anche se sempre saldamente primo partito del Paese.

Fatto sta che Matteo Salvini al Senato si è rifiutato di indossare la mascherina intervenendo a un convegno, organizzato da Vittorio Sgarbi, bollato da molti come “negazionista” nei confronti del Covid.

A stretto giro invece Luca Zaia ha invitato a non abbassare la guardia sul coronavirus, sottolineando come in questo momento in Veneto ci siano ben 38 focolai di cui la metà causati da stranieri di ritorno nella Regione.

Per Zaia il coronavirus non è andato via

Il virus non se n’è andato, sicuramente dà segnali diversi da un punto di vista clinico rispetto a questa invernata ma è fondamentale rispettare le indicazioni date dal DPCM, quindi l’uso della mascherina nei locali chiusi e dove ci sono assembramenti, l’igienizzazione delle mani”.

Parole queste di Luca Zaia pronunciate poche ore dopo che il segretario del suo partito si è rifiutato di indossare la mascherina al Senato, in occasione del convegno “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritto”.

Io mi sono rifiutato di salutare di gomito - ha sottolineato Matteo Salvini durante il suo intervento - Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli do la mano. Tanto un processo più, un processo meno…”.

Differenze di vedute non di poco conto, visto che se da una parte Salvini è andato a un convegno dove si sostiene che il virus in Italia non c’è più affermando che “i I bollettini di contagio sono terrorismo mediatico”, il governatore invece ha predicato di nuovo cautela invitando a rispettare i dettami del DPCM come l’uso della mascherina e il distanziamento sociale.

Un distinguo che ha un peso anche politico. Da tempo infatti si parla di un possibile dualismo con Zaia indicato come il possibile candidato premier di una coalizione di centrodestra, ipotesi questa che di fatto taglierebbe fuori l’ex ministro.

Del resto il governatore viene visto come una figura più moderata rispetto al leader della Lega, spendibile pure per un governo di larghe intese visti i tanti complimenti arrivati anche dal centrosinistra per il lavoro svolto durante i mesi difficili dell’emergenza.

Questo approccio diverso sul coronavirus sarebbe in qualche modo emblematico dell’attuale distanza tra Zaia e il suo segretario: al momento i rapporti tra i due vengono dati come buoni, ma se alle urne per il governatore dovesse arrivare un plebiscito, in quel momento la leadership di Salvini potrebbe iniziare a traballare.

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