Vietate visite nelle RSA pubbliche e private: la nuova ordinanza

Una nuova ordinanza della Valle d’Aosta vieta le visite nelle RSA pubbliche e private per tutelare la salute degli ospiti. Ecco cosa prevede.

Vietate visite nelle RSA pubbliche e private: la nuova ordinanza

Una nuova ordinanza della Valle d’Aosta, firmata dal presidente della Regione Renzo Testolin, imporrà il divieto d’ingresso nelle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali, sia pubbliche che private a tutte le persone esterne.

Il provvedimento sarà valido su tutto il territorio nazionale, e non permetterà ai familiari e ai visitatori nelle RSA. L’ordinanza ha come scopo quello di tutelare i pazienti ospitati nelle strutture, dal momento che le RSA spesso sono state dei luoghi in cui hanno avuto origine diversi focolai.

Vietate le visite nelle RSA in Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta ha vietato le visite di persona all’interno delle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali, il provvedimento ha come obiettivo quello di tutelare la salute degli ospiti nelle strutture. Nella nuova ordinanza tuttavia si dispone anche che le strutture garantiscano una continuità relazionale tra gli ospiti e i loro familiari attraverso dei sistemi di videochiamata o tramite delle comunicazioni a distanza, che dovranno avere luogo almeno una volta ogni due settimane.

All’interno della disposizione regionale rimane il divieto di assembramento di persone nelle aree pubbliche aperte al pubblico e nello svolgimento delle attività riportate all’interno dell’ordinanza. Per quanto riguarda la situazione su tutto il territorio nazionale il nuovo DPCM riporta che:

“L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità a lunga degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti o non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezioni”.

Sarà quindi compito delle singole direzioni sanitarie stabilire chi può accedere e chi no, avendo come obiettivo la salvaguardia della salute dei singoli ospiti.

Rischio focolai nelle RSA

Fin dall’inizio della pandemia le RSA e le strutture a lunga degenza sono state delle sorvegliate speciali, dato il numero di focolai che si sono verificarti al loro interno. Il provvedimento della Valle d’Aosta sembra quindi essere stato adottato proprio per limitare che si verifichi nuovamente quanto accaduto nella fase acuta della pandemia.

Secondo quanto riportato dai dati finali sull’indagine nelle RSA per le morti durante il picco del Covid-19 diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Garante nazionale persone private della libertà personale, è emerso che su 9154 deceduti, circa il 41,2% aveva manifestato dei sintomi simil influenzali, di cui il 7,4% era risultato positivo al coronavirus, mentre il restante 33,8% non era stato sottoposto a tampone, ma manifestava i sintomi tipici dell’infezione, risultando quindi un sospetto COVID.

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