Vertice Bce a Napoli: Draghi svelerà dettagli su acquisto ABS e Covered bond. QE non prima di marzo 2015

Oggi l’atteso vertice della Bce a Napoli. Gli analisti prevedono che Draghi lascerà i mercati a bocca asciutta: svelerà i dettagli delle prossime operazioni ma non giocherà la carta del QE prima di marzo 2015.

Come abbiamo annunciato ieri, la riunione di oggi a Napoli, vedrà la Bce ferma sulle sue posizioni. Draghi, nonostante il peggioramento delle condizioni economiche dell’Eurozona, non lancerà altri interventi non convenzionali, ma resterà alla finestra a guardare gli effetti degli strumenti già messi in campo.

Una cosa è certa: oggi Draghi svelerà i dettagli dell’acquisto di titoli Abs e Covered bond, operazione che dovrebbe iniziare tra ottobre e novembre, subito dopo la pubblicazione dei risultati di stress test e Asset quality review.

Gli analisti guardano al vertice di oggi scommettendo che la Bce lascerà i mercati a boccia asciutta. Per gli analisti di Intesa Sanpaolo, Draghi non si giocherà la carta del Quantitative easing prima di marzo 2015.

Strumenti in campo
Per oggi si prevede un altro vertice di stallo, almeno per quanto riguarda l’utilizzo di altri strumenti non convenzionali per combattere la bassa inflazione. Sicuramente nessun intervento sarà fatto sui tassi di interesse, dal momento che il mese scorso Draghi ha avvertito che i livelli attuali, ovvero 0,05% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale, 0,30% quello marginale e -0,20% quello sui depositi, rappresentano il punto più basso a cui la Bce può arrivare.

Il numero uno della Bce però, annuncerà i dettagli dei programmi di acquisto di titoli cartolarizzati Abs e di covered bond lanciati a inizio settembre. Su questo punto l’interrogativo è tutto legato alla possibilità di Grecia e Cipro di beneficiare dei prossimi acquisti della Bce. Secondo indiscrezioni di ieri del Financial Times: «È possibile che le caratteristiche di Abs acquistabili siano tali da comprendere anche i titoli più sicuri emessi dalle banche di Grecia e Cipro. Attualmente nelle aste sono consegnabili come garanzia (“collaterali”) solo Abs con rating minimo BBB. I due paesi mediterranei hanno però un rating (massimo) da Standard & Poor’s pari a B per entrambi, uno da Fitch pari a B per la Grecia e B- per Cipro, e uno Moody’s, rispettivamente, Caa1 e Caa3, cioè nella categoria junk (investimenti speculativi). Solo regole più larghe possono permettere alle banche di quelle economie di approfittare degli acquisti».

Draghi affronterà anche il discorso legato alla seconda asta di Tltro che si terrà l’11 dicembre quando la Bce metterà a disposizione delle banche i restanti 317,4 miliardi di finanziamenti meno cari di 10 punti base rispetto all’asta di settembre.

Quantitative easing
Gli ultimi dati sull’inflazione (0,3% ad agosto molto lontano dall’obiettivo del 2%) creano maggior aspettativa nei confronti del quantitative easing, una massiccia operazione di acquisti generalizzati di titoli, anche pubblici, già messo in campo da Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone.

Ma secondo gli esperti di Nomura, Draghi anche oggi lascerà i mercati a bocca asciutta. Per l’economista della banca d’affari, Nick Matthews: «Draghi e colleghi continueranno a porre l’accento sull’importanza di vedere la combinazione tra acquisti di abs, covered bond e Tltro come parte di un pacchetto di misure che avrà un impatto considerevole sul bilancio nel tempo. Al di là di questi dettagli operativi, comunque, continuerà a esprimere preoccupazione per la perdita di slancio del ciclo economico e vedrà rischi al ribasso sull’outlook dell’area euro. Complessivamente Draghi terrà alto il livello di minaccia di ulteriori azioni per mantenere la pressione sul tasso di cambio e sulle aspettative sull’inflazione», ha concluso Matthews che colloca il QE non prima del marzo 2015.

Della stessa opinione anche gli analisti di Intesa Sanpaolo: «Solo a fronte di ulteriori sorprese sul ciclo economico e sull’inflazione rispetto alle stime ultime dello staff, la Banca centrale potrebbe decidere di intervenire. Ma in ogni caso vorrà attendere almeno fino a marzo 2015 per valutare l’effetto delle misure già annunciate».

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