Il Venezuela è in default selettivo - Standard & Poor’s

Il default del Venezuela è realtà, secondo quanto sancito dagli analisti di Standard & Poor’s. Cosa accadrà adesso?

Il Venezuela è in default selettivo - Standard & Poor's

Il Venezuela è in default, secondo quanto dichiarato qualche ora fa dagli analisti di Standard & Poor’s.

Stiamo parlando di un default selettivo, determinato dal mancato pagamento da parte del Paese di 200 milioni di dollari sui suoi bond. I 30 “giorni di grazia”, una sorta di periodo cuscinetto concesso dopo una scadenza, sono terminati, e il default del Venezuela ha fatto il suo ingresso sulla scena internazionale.

Standard & Poor’s ha pertanto scelto di tagliare il rating del Paese a D e di abbassare il giudizio sul sovrano a lungo termine a SD, selective default, il gradino precedente il fallimento definitivo dello Stato. La crisi del Venezuela è appena peggiorata, per quanto possibile.

Le conseguenze

Il default sancito da S&P potrebbe esacerbare una già critica situazione nel Paese latinoamericano, il tutto con ovvie e negative ripercussioni su una popolazione già allo stremo delle forze, che non può più permettersi di comprare beni di prima necessità.

Ove un elevato numero di creditori decidesse di richiedere l’immediato e totale pagamento dei debiti, anche il resto degli investitori in Venezuela potrebbe essere spinto a farlo. E dato che il Paese è ormai a corto di denaro, il default potrebbe determinare un embargo, un congelamento degli asset strategici, tra cui, ovviamente, il petrolio.

Quest’ultimo, tra l’altro, rappresenta l’unica reale fonte di sostentamento per l’economia venezuelana ma neanche i recenti rialzi dei prezzi sembrano sortire gli effetti sperati. Un congelamento dei traffici di petrolio potrebbe accentuare la scarsità di cibo e medicinali già osservata negli ultimi mesi.

“È il pandemonio. La crisi umanitaria è già terribile e fa inorridire il pensiero di cosa potrebbe accadere dopo,”

ha affermato Fernando Freijed, analista di Economist Intelligence Unit.

Ad oggi, a poche ore dalla dichiarazione di default, non è ancora chiaro quale sarà il comportamento degli investitori, soprattutto perché il Venezuela deve ancora soldi alla Cina, alla Russia, a svariate compagnie aeree statunitensi e a provider di servizi petroliferi.

Purtroppo, però, alla banca centrale rimangono meno di 10 miliardi di dollari in riserve estere che non riuscirebbero in nessun caso a risollevare la situazione.
Il default del Venezuela è reale, per S&P, ma la storia appare ancora tutta da scrivere.

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