Unipol sale al 14% del capitale di BPER Banca, cosa dice l’analisi tecnica dei due titoli?

La notizia dell’acquisto di quote di BPER Banca da parte del gruppo Unipol oggi ha messo i bastoni fra le ruote ai due titoli. Vediamo la reazione dei due titoli in Borsa con l’ausilio dell’analisi tecnica

Unipol sale al 14% del capitale di BPER Banca, cosa dice l'analisi tecnica dei due titoli?

Venerdì scorso Unipol ha comunicato di aver incrementato la propria partecipazione in BPER Banca dal 9,9% al 14,23% del capitale. La partecipazione detenuta da Unipol, direttamente e indirettamente, nella banca modenese è stata incrementata attraverso una procedura di reverse accelerated bookbuilding riservata a investitori qualificati e istituzionali esteri. Ora la quota di BPER Banca posseduta dal gruppo finanziario bolognese ammonta a 68,5 milioni di azioni. In un’ulteriore nota stampa, Unipol ha precisato che anche a seguito dell’acquisto dell’ulteriore partecipazione, “non intende esercitare su BPER Banca il controllo, anche di fatto".

Su queste ultime dichiarazioni rilasciate dall’azienda guidata da Carlo Cimbri, BPER Banca si è detta serena per procedere senza pressioni nella stesura del nuovo Piano industriale la cui presentazione è attesa per la seconda metà di settembre.

Il nuovo Piano industriale di BPER Banca

Il nuovo Piano industriale di BPER Banca prevede come principale pilastro l’accelerazione nel de-risking di bilancio. Il target del NPE ratio al 2021 è compreso all’interno della forchetta 6,5-7% di NPE, rapporto che nel primo trimestre di quest’anno era pari al 19,3 per cento.

Secondo i piani delineati dal management la riduzione dello stock di NPE dovrebbe far leva sulle cessioni di 3 miliardi nel 2018 (di cui un’operazione da 1 miliardo appena conclusa via GACS da parte di Banco di Sardegna), ulteriori 3b miliardi di NPE entro il 2020 e 1,5 miliardi nel 2021. BPE dovrebbe dunque sfruttare tutto il potenziale di vendita relativo al portafoglio interessato dalla IFRS9 FTA nel primo quarto del corrente anno.

BPER Banca: l’analisi tecnica suggerisce cautela, quotazioni ancora in trading range


Grafico daily di BPER Banca; fonte: Bloomberg

La notizia dell’acquisto di quote di capitale della banca da parte del gruppo Unipol ha messo il turbo alle quotazioni dell’istituto, che venerdì hanno raggiunto un massimo relativo dal 18 maggio scorso. Di fatto la candela di venerdì ha coronato il guizzo rialzista di breve-medio termine disegnato a partire dall’8 giugno scorso dopo il contatto con il supporto statico a 4,06 euro. Questo movimento ha poi accelerato il 19 giugno con la costruzione di una barra outside nota come bullish engulfing.

Oggi le quotazioni hanno incontrato una forte resistenza sui massimi della sessione di venerdì a 4,80 euro ed hanno velocemente ripiegato. La candela odierna sembra avere tutte le caratteristiche necessarie per essere considerata una barra inside del tipo harami cross. Questo pattern, se confermato nella seduta di domani, dovrebbe anticipare una diminuzione del momentum del titolo, quindi una perdita di spinta rialzista.

Su un orizzonte di lungo periodo le quotazioni si trovano ancora all’interno del trading range fra 4 euro (limite inferiore) e 5 euro (limite superiore). Il pattern citato nell’analisi potrebbe dunque favorire nel corso di questa settimana un ritracciamento dei prezzi, con possibili obiettivi a 4,50 e 4,469 euro.

Se dunque BPER Banca non dovesse trovare la forza di portare un nuovo attacco alle resistenze a 5 euro allora si potrebbero valutare strategie multiday con ingressi short sulla conferma dell’harami a 4,62 e obiettivi collocati a 4,50 euro in un primo momento e a 4,469 euro successivamente. Lo stop di questa operatività potrebbe scattare qualora i prezzi dovessero superare la barriera di brevissimo venutasi a creare a 4,80 euro.

Unipol: target del doppio massimo costruito a 4,50 euro non ancora raggiunti


Grafico daily di Unipol; fonte: Bloomberg

Dall’8 maggio scorso ad oggi il titolo Unipol ha disegnato una veloce e inclinata traiettoria ribassista che è possibile inquadrare come estensione del doppio massimo costruito a 4,50 fra gennaio e maggio 2018. A metà di questo movimento è stato inoltre creato un gap down di continuazione a cavallo fra il 18 e il 21 maggio che ha anticipato il successivo breakout della media mobile a 200 periodi.

Dopo una breve fase di assestamento fra i 3,60 e 3,49 euro il titolo ha ripreso la discesa e con la candela di oggi i prezzi si trovano sui minimi dal febbraio del 2017. Risulta difficile ora ipotizzare un rimbalzo delle quotazioni senza riferimenti grafici puri. Il primo sostegno di una certa importanza potrebbe essere quello collocato a 3,222 euro, livello preso in eredità dai minimi dell’8 febbraio 2017.

Se aprire posizioni long ora potrebbe dunque rivelarsi molto rischioso sotto il profilo risk/reward, almeno fino al contatto con il supporto a 3,22 euro, si potrebbero invece valutare strategie short con ingressi fra 3,40 e 3,48 euro. Questa operatività avrebbe punto di uscita a 3,60 euro e target individuabili dapprima a 3,22 e 3,20 euro e poi a 3,095 euro, livello che esprime l’estensione totale del doppio massimo citato ad inizio analisi.

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