USA: sussidi di disoccupazione in calo. La luce in fondo al tunnel?

Nadia Fusar Poli

11/08/2011

USA: sussidi di disoccupazione in calo. La luce in fondo al tunnel?

USA: Le domande di sussidio di disoccupazione sono diminuite di 7.000 unità nella settimana terminata il 6 agosto, portandosi a 395.000, il minor numero dall’inizio di aprile, secondo quando riportato da Dipartimento del Lavoro americano, e meglio di quanto stimato dagli economisti, che prevedevano 405.000 richieste.

Finalmente una buona notizia quindi per gli Stati Uniti. Ma soprattutto rara di questi tempi, per un’economia flagellata – ricordiamo il downgrade del rating tripla A, e le tragiche prestazioni dei mercati azionari, solo negli ultimi tempi.
Le assunzioni sono accelerate nel mese di luglio dopo un brusco rallentamento negli ultimi due mesi. Tuttavia, ci sono preoccupazioni che un forte sell-off nel mercato azionario e un duro scontro tra democratici e repubblicani sulla questione del soffitto del debito del governo, potrebbero smorzare gli entusiasmi dei datori di lavoro, scoraggiandoli ad assumere nuovi lavoratori.
Il continuo miglioramento del mercato del lavoro potrebbe contribuire a fugare i timori di una nuova recessione, alimentati dal ritmo di crescita anemica dell’economia nella prima metà dell’anno.

Il deficit commerciale degli Stati Uniti è inaspettatamente aumentato a giugno, portandosi al livello più alto dall’ottobre 2008, di pari passo con il più sensibile calo delle esportazioni in oltre di due anni. Il divario si è ampliato del4,4 per cento, salendo a 53.100 milioni dollari da 50.800 milioni di dollari in maggio.

Il rallentamento della crescita dell’occupazione e l’indebolimento dell’economia sono state le due ragioni citate dai responsabili politici Federal Reserve questa settimana quali fattori determinanti nella loro decisione di mantenere il tasso di di riferimento vicino allo zero «almeno» fino a metà 2013.

La recente volatilità dei mercati finanziari, la riduzione della spesa da parte dei consumatori, e la crescente preoccupazione che la ripresa vacillerà potrebbero mettere a dura prova il mercato del lavoro.
Le imprese hanno rallentato il ritmo dei licenziamenti quest’anno anche se si sono dimostrati riluttanti ad incrementare le assunzioni.
Il clima di incertezza politica, con dibattito sul soffitto del debito, e il downgrade di S&P hanno pesato sulla fiducia delle imprese che non hanno assunto nuovo personale. C’è il rischio, quindi, che prima o poi si possa assistere ad aumento dei sussidi a causa dell’incertezza fiscale.

Al rialzo le borse americane, con gli indici di riferimento in recupero dopo l’affondo che questa settimana ha trascinato i mercati azionari ai i minimi da 11 mesi, mentre i titoli di stato sono caduti. La pubblicazione del dato ha dunque temperato le preoccupazioni che l’economia stia rallentando così come le paure che la crisi del debito sovrano si stia aggravando. Le borse europee hanno pareggiato le perdite, mentre il franco svizzero è scivolato sulla notizia di un possibile temporaneo ancoraggio della valuta all’euro.
Lo Standard & Poor 500 Index è salito dell’1,4 per cento, a 1,136.00 (alle 09:34 a New York) dopo essere precipitato ieri del 4,4 per cento. Lo Stoxx Europe 600 Index è scivolato dello 0,5 per cento, recuperando un precedente calo del 2,1 per cento.

Il dato americano potrebbe essere un segnale che l’economia sta crescendo, sebbene ad un ritmo moderato. Eppure, il mercato è ancora molto fragile e volatile. Che i principali market mover che muovono e rimescolano i mercati siano (con)centrati soprattutto in Europa?