USA dopo i NFP: azionario e corporate in ribasso, futuro sempre più incerto

L’uscita dei dati USA sui Non Farm payrolls scatena il panico sui mercati azionari e corporate. Possibili conseguenze per il futuro degli Stati Uniti?

Se avevamo ancora dei dubbi sull’andamento umorale dei mercati, specialmente nelle fasi d’incertezza, oggi possiamo dire che ne abbiamo avuto l’ennesima conferma.
La giornata di rialzi di tutti i listini europei e anche dei futures americani è stata annullata in un batter di ciglia dall’uscita dei dati americani sull’occupazione.

I dati sul mercato del lavoro hanno fatto girare tutti i mercati mondiali in negativo ed hanno spinto New York ad aprire con una perdita di un punto percentuale circa su tutti i listini.

La prima vittima illustre di questi dati è stato il decennale americano che è sceso sotto il livello del 2% trascinando con se tutti rendimenti obbligazionari europei.
La motivazione di questa discesa è dovuta al fatto che se questi dati vengono confermati anche nei mesi prossimi con ogni probabilità il rialzo dei tassi sarà spostato, per l’ennesima volta, verso la primavera del 2016.

Il rendimento del decennale americano ha fatto scivolare i rendimenti di 4 centesimi del Bund portandolo allo 0,50 e del nostro BTP a 1.63 ma ovviamente questo effetto si è manifestato su tutti gli altri decennali dei paesi dell’area Euro.

Oltre ad incidere sull’andamento dei tassi, questo dato macroeconomico ha inciso sul cambio EurUsd che è passato dall’1,1150 delle 14.29 all’ 1,13 di ora ma potrete notare lo stesso movimento di indebolimento del dollaro americano su tutte le altre valute (Yen, Sterlina, ecc).

Gli ultimi a risentire dei dati sul mercato sul lavoro poi sono stati gli indici di borsa, passati dal future del +0.50% di pre-apertura al -1% dell’apertura.

Dopo i massimi di Aprile-Maggio i listini sono entrati in un vortice di pessimismo e nervosismo che sta continuando a maturare rendendone imprevedibile l’andamento.

Le incertezze sulla crescita cinese, la recessione in Brasile e l’eterno rinvio sull’aumento dei tassi negli USA hanno creato un nervosismo talmente elevato che a volte si trasforma in isteria vera e propria rendendo ingestibili e incontrollabili le situazioni.

La situazione di oggi ne è solo l’ultimo esempio.

Ma ora cosa aspettarsi sui mercati dopo questi dai sui NFP?
Fare previsioni con una volatilità del genere appare pressoché impossibile.

Dal punto di vista tecnico sarà di fondamentale importanza la tenuta degli eventuali supporti degli indici e/o il non superamento dei minimi del 24 di agosto, poiché se questo accadesse entreremmo in un vero e proprio periodo di bear market.

Dal punto di vista dei dati macro invece probabilmente entreremo in una fase di dati contrastanti, che potrebbero di conseguenza innescare movimenti di rialzo o ribasso repentini e nevrastenici.

Infine per quanto riguarda i tassi d’interesse il continuo rinvio del loro aumento rischia di creare un impasse tale che si trascini dietro a ribasso tutti i mercati azionari, corporate o forex che siano.

E’ oramai appurato che nei prezzi di corporate e azioni era già scontato il rialzo di 0,25 punti dei tassi d’interesse e quindi questo continuo rinvio sta causando un’incertezza tale che gli operatori traducono in vendite.

Questo articolo è pubblicato a titolo puramente informativo e non intende fornire nessun consiglio d’investimento. Leggi il disclaimer completo.

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