USA, la Fed non basta: tassi del Treasury ai massimi di 14 mesi

Pierandrea Ferrari

18 Marzo 2021 - 17:34

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Le rassicurazioni della Fed sui tassi d’interesse e sul Qe spingono le Borse europee, ma non frenano il rialzo del Treasury a dieci anni, ora ai massimi di 14 mesi.

USA, la Fed non basta: tassi del Treasury ai massimi di 14 mesi

Ieri la Federal Reserve ha confermato le aspettative dei mercati, ribadendo ancora una volta l’intenzione di mantenere invariati i tassi d’interesse e di lasciare aperti i rubinetti del Qe. Insomma, la stance di politica monetaria della banca centrale rimane dovish e nella giornata di oggi le borse europee tornano a spingere, ma – al tempo stesso - la vivacità del mercato obbligazionario continua a rilevare il timore degli investitori su un balzo dell’inflazione: i Treasury USA a dieci anni, infatti, spiccano il volo e toccano quota 1,74%, di fatto il livello più alto degli ultimi quattordici mesi.

Corrono anche i tassi del trentennale, ora sopra il 2,5% e ai massimi da agosto 2019. Intanto, Wall Street apre debole: Nasdaq giù dell’1,49%, S&P500 a -0,49%.

USA, Treasury ancora in rialzo

La Fed, dunque, sta attingendo a tutto il suo arsenale per raffreddare i bollori dei mercati: i tassi d’interesse resteranno ai minimi fino al 2023 e non ci sarà alcun pre-pensionamento per il programma di acquisto dei titoli di Stato, come auspicato da Wall Street. Non solo: Gerome Powell, numero uno della banca centrale, ha anche rivisto al rialzo le stime di crescita dell’economia USA per il 2021 e il 2022, rispettivamente al +6,5% e +4,2%.

Eppure, non c’è ancora alcuna flessione sul fronte Treasury. Al contrario, i tassi del benchmark USA continuano a correre e sfondano quota 1,74%, mentre il trentennale balza al 2,5%. E la chiave sta in quell’inflazione che la liquidità pompata da Washington nell’economia statunitense negli ultimi dodici mesi – 5.000 miliardi di dollari, con l’ultimo pacchetto tramutato in legge da Biden ad inizio marzo – potrebbe finire per innescare. Lo sanno i mercati e lo sa la Fed, che si aspetta un rialzo fino al 2,2% nel 2021, oltre il target ma ancora dentro la soglia di tolleranza.

La Fed interviene sulla curva dei rendimenti?

Certo, la conferenza della Fed di ieri è comunque servita – per ora - a scongiurare quello scenario “taper tantrum” che rievoca la chiusura dei rubinetti di Ben Bernanke del 2013, ma è chiaro che l’aumento dell’inflazione rimarrà ancora un hot topic, tanto per i mercati quanto per la banca centrale. E allora, se il rialzo dei tassi del Treasury non dovesse arrestarsi, un intervento sulla curva dei rendimenti del bond potrebbe diventare più di una ipotesi, sulla scia di quanto fatto dalla Bank of Japan nel 2016.

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