Turchia: lira ai minimi storici. Pesano instabilità politica e tapering della FED

Nicola D’Antuono

23 Dicembre 2013 - 06:24

Non si ferma la discesa della lira turca, che soffre l’avvio del tapering da parte della FED e l’instabilità politica che dura ormai da alcuni mesi

Turchia: lira ai minimi storici. Pesano instabilità politica e tapering della FED

E’ un momento molto difficile per la Turchia, che vede nell’andamento sofferente della propria moneta il riflesso di una situazione finanziaria e politica davvero difficile da gestire. Il miracolo economico di Ankara sembra ormai un lontano ricordo e a questo punto urge correre ai ripari per evitare guai peggiori. Venerdì la lira turca ha aggiornato i minimi storici sul dollaro americano, proprio in una fase molto difficile per il governo turco guidato dal premier Erdogan, che si trova a dover fronteggiare uno dei peggiori scandali di corruzione degli ultimi 12 anni.

La crisi politica rischia di esplodere da un momento all’altro, anche se già la scorsa primavera erano avvenute forti proteste rivolte proprio verso la condotta dell’esecutivo di Recep Tayyip Erdogan, accusato dalla popolazione di voler “islamizzare” il paese. Bisogna poi affrontare anche il negativo andamento economico-finanziario del paese, dovuto all’annuncio del tapering da parte della Federal Reserve e allo squilibrio nel deficit delle partite correnti che è ormai al 7,5% del pil. La Turchia conta molto sul flusso di denaro estero per finanziare il suo deficit, ma l’inizio del piano di riduzione degli stimoli monetari da parte di Washington potrebbe allontanare molti investitori stranieri. Ankara è stata fino ad oggi uno dei principali beneficiari delle politiche di stimolo economico della FED.

Sul forex non si ferma il declino della lira turca. Il tasso di cambio USD/TRY è volato sui massimi storici di 2,0980 e solo nelle ultime tre sedute ha guadagnato quasi il 3%. La banca centrale di Ankara è subito corsa ai ripari, vendendo 400 milioni di dollari per sostenere la lira. Sul suo sito internet la banca centrale turca ha sottolineato l’importanza di intervenire con decisione sul mercato dei cambi, per un controvalore pari a dieci volte l’ammontare minimo preannunciato e quindi fino a 550 milioni di dollari. Un intervento del genere era stato messo a punto già lo scorso 10 giugno, quando ci furono vendite pari a 650 milioni di dollari per fermare il crollo della lira a seguito della repressione del governo per le proteste di Gezi Park.