Trump può ancora vincere le elezioni USA?

La battaglia legale annunciata da Trump potrebbe ribaltare il risultato e permettergli di essere il vincitore delle ultime elezioni USA? Ecco cosa può succedere.

Trump può ancora vincere le elezioni USA?

Donald Trump continua a rifiutarsi di riconoscere la propria sconfitta a favore di Biden alle elezioni USA 2020 e, anzi, continua a rilanciare sul suo profilo twitter post ipotesi di presunte irregolarità, sostenendo come sia imminente la sua vittoria.

Un comportamento mai osservato nella storia recente americana e che potrebbe contribuire a esacerbare gli animi di una nazione già profondamente divisa, oltre a ostacolare il classico passaggio di consegne per il presidente eletto Joe Biden.

Rimane però l’interrogativo che in tutto il mondo ci si pone: è ancora possibile per Trump vincere le elezioni e restare in carica per un secondo mandato?

Trump può ancora vincere le elezioni USA?

Il collegio elettorale da cui dovrà uscire fuori il nome del prossimo presidente degli Stati Uniti si riunisce a Washington il prossimo 14 dicembre. I grandi elettori su cui potrà contare Biden si prevede che saranno più dei 270 che servirebbero per ottenere la carica.

Quindi, anche il riconteggio in alcuni Stati potrebbe essere ininfluente per il risultato finale.

Poiché gli electors sono nominati dai governatori dei diversi Stati, c’è chi teme che questo potrebbe portare alcuni di questi, appartenenti al Partito Repubblicano, a ignorare il risultato popolare e inviare al Collegio i propri affiliati.

Tuttavia, la legge federale consente questa possibilità solo in caso non sia uscito un risultato chiaro dalle urne entro la data in cui si dovranno riunire i delegati per la nomination del nuovo presidente.

La strategia dei repubblicani e la battaglia legale

Secondo gli esperti americani di diritto, le ipotesi che si stanno diffondendo sono solo speculazioni che cercano di trovare una falla nel sistema più di quanto sia effettivamente possibile.

Infatti, diversi esponenti del Grand Old Party hanno già annunciato che accetteranno il voto popolare e non si metteranno di traverso nell’assegnazione dei propri delegati.

La mossa di Trump e del suo staff di presentare diverse denunce sui brogli rappresenterebbe più una strategia che ha l’obiettivo di creare incertezza e tensione sui risultati, piuttosto che la speranza di ribaltare effettivamente l’esito.

Ad esempio in Pennsylvania e Michigan si starebbe cercando di rinviare il più possibile la certificazione del voto, per poi far procedere ad un secondo conteggio il congresso, con la conseguenza di allungare i tempi.

Anche questa ipotesi è però improbabile che si realizzi, dato che al momento non ci sarebbe nessuna base giuridica perché i tribunali non rilascino l’ufficializzazione del risultato.

Il mandato di Trump scade ufficialmente il 20 gennaio

L’ultimo scoglio riguarda l’approvazione del Congresso sul nome che uscirà dal Collegio Elettorale. A presiedere i lavori sarà Mike Pence, attuale vicepresidente e fedelissimo di Trump, il quale potrebbe creare ulteriori problemi nel processo di nomination, con l’obiettivo di passare il caso alla Corte Suprema.

Anche se il conteggio fosse ancora in corso, i mandati del presidente e del vicepresidente degli Stati Uniti scadono a mezzogiorno del 20 gennaio, senza la possibilità di alcuna proroga.

Nel caso remoto non ci fosse ancora un risultato ufficiale, l’ipotesi più probabile è che il ruolo di presidente USA sarebbe temporaneamente ricoperto da Nancy Pelosi, l’attuale speaker della Camera.

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