Trump come Hitler e Mussolini. Il presidente del Messico spiega perché

Cristiana Gagliarducci

30 Giugno 2016 - 12:06

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Trump come Hitler e Mussolini: lo afferma il presidente del Messico Nieto, il quale ha spiegato i motivi di questo paragone parlando dei pericoli del populismo.

Il presidente del Messico Enrique Pena Nieto, che tempo fa aveva suscitato scalpore paragonando Donald Trump a Hitler e Mussolini, ieri è tornato a parlare dell’argomento affermando di aver fatto un semplice confronto come monito per le atrocità commesse nel passato.

A causa dei toni della campagna di Trump, qualche tempo fa l’attuale presidente del Messico lo aveva paragonato a due delle pagine più buie della storia: Hitler e Mussolini.
Quasi un avvertimento a prestare attenzione alla strada da intraprendere.
Ieri, durante il summit “tre amigos” tenutosi ad Ottawa con Barack Obama e con il primo ministro canadese Justin Trudeau, il presidente del Messico Nieto è tornato sull’argomento, avvertendo circa i pericoli che i populismi, come quello di Trump, possono generare in un mondo globalizzato.

Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, ha infatti suscitato indignazione in Messico a causa della sua campagna per la costruzione di un muro al confine meridionale degli Stati Uniti, con lo scopo di non far più entrare immigrati e droghe - muro che, tra l’altro, dovrebbe essere finanziato dal Messico stesso.
Per questo, a marzo, Nieto aveva paragonato i toni di Trump a quelli di Hitler e Mussolini, attaccando il populismo della sua campagna elettorale.

Nieto su Trump: come Hitler e Mussolini

Sono l’isolazionismo di Trump, il suo populismo ed i suoi toni distruttivi ad aver portato Nieto a fare quelle affermazioni.

“In passato alcuni leader hanno tentato di indirizzare le loro società in questi stessi termini. Hitler e Mussolini l’hanno fatto e il risultato è stato chiaro a tutti”,

aveva detto, in merito al muro che il candidato repubblicano alla presidenza degli USA vorrebbe costruire.
Trump ha inoltre affermato di voler rinegoziare o addirittura rottamare il NAFTA, ossia il trattato nordamericano di libero scambio fra Stati Uniti, Messico e Canada, in caso di una sua vittoria alle elezioni presidenziali.
Messico, Stati Uniti e Canada hanno già firmato per modificarlo, con lo scopo di liberalizzare le norme sull’origine di svariati prodotti, come ha comunicato il primo ministro canadese sul suo sito, durante la giornata di ieri.

Pericolo populismi nel mondo: attenzione a Trump - Nieto

Durante il summit di ieri, alla presenza di Obama e del primo ministro canadese, Nieto è tornato a parlare di Trump, del paragone con Hitler e Mussolini e della pericolosità dei populismi nel mondo moderno.

“Il mio paragone voleva solo chiamare a riflettere e a tenere presente fin dove siamo arrivati e che cos’altro possiamo raggiungere con le nostre forze. In molte parti del mondo ci troviamo di fronte attori politici che degenerano in populismi e demagogia cercando di distruggere ed eliminare ciò che è stato costruito con decenni”.

Così si è espresso.
Insomma, “la via da percorrere non è l’isolazionismo, ma l’integrazione”, come ha ribadito Nieto.
Comunque sia, il Messico continuerà a lavorare con gli Stati Uniti qualsiasi sarà il nuovo presidente, anche Trump.

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