Oscillatore TSI, True Strength Index

Ufficio Studi Money.it

03/11/2015

24/06/2019 - 16:08

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L’oscillatore TSI (True Strength Index) fornisce ai trader indicazioni sul possibile andamento futuro dei prezzi del sottostante che si analizza. Vediamo come calcolarlo e utilizzarlo

Il TSI (True Strength index) è un oscillatore tecnico di momentum utilizzato dai trader per individuare le situazione di ipervenduto o ipercomprato di un titolo o di un qualsiasi strumento finanziario negoziato.
Il True Strength index incorpora il momentum di acquisto (o vendita) a breve termine con i valori delle medie mobili ritardate.

Ideato da William Blau, trader e ingegnere statunitense, l’oscillatori TSI fa parte della categoria degli algoritmi di leading (oscillatori che cercano di anticipare i trend).

Oscillatore TSI: come calcolarlo

L’oscillatore TSI, per essere sviluppato, si basa sulla combinazione tra due medie mobili, generalmente una media mobile esponenziale (EMA) a 25 giorni ed una EMA a 13 giorni.

Per prima cosa, dobbiamo calcolare la variazione di prezzo del sottostante tra un periodo ed un altro.

Si procede poi al calcolo della EMA25 per il periodo considerato.

La terza fase consiste nel calcolare una EMA a 13 periodi sulla EMA a 25 periodi, così da generare un “double smoothing”.

Il TSI sarà il risultato della frazione che presenta:

  • al numeratore il rapporto tra EMA 25 ed EMA 13 considerando la variazione di prezzo negativa o positiva;
  • al denominatore il rapporto tra EMA 25 ed EMA 13, questa volta considerando la variazione “assoluta” (quindi sempre positiva).

A questo punto avremo un risultato necessariamente compreso tra -1 e +1; moltiplicandolo per 100 otterremo il valore del TSI.

Il numeratore pertanto dà il segno all’oscillatore TSI, a seconda che il corso dei prezzi sia in fase di rialzo o di ribasso.

Come per il Relative Strenght Index (RSI), che assume particolare significatività al superamento dei livello di 30 e 70, il TSI vede a -25 e +25 i livelli dove ci troviamo in una situazione di ipervenduto o ipercomprato.

Difatti una serie di grandi variazioni di prezzo positive comporta elevati valori positivi per il TSI, segnalando un forte slancio rialzista. Al contrario forti ribassi dei prezzi spingono il TSI in territorio negativo.

Utilizzo dell’oscillatore TSI: esempio grafico

In figura vediamo l’andamento del cambio euro dollaro dal 1 gennaio al 29 ottobre 2015, che ben si presta all’analisi dell’utilizzo del TSI.

Osserviamo come il 13 maggio 2015 il TSI abbia superato il valore di +25, anticipando il rialzo che portò il cambio al massimo di 1,1468 del 15 maggio successivo. Un investitore posizionato long al superamento da parte del TSI di +25 sarebbe riuscito a guadagnare l’1,5% circa in due giorni.

Il TSI sarebbe stato utile anche ad agosto, quando l’euro dollaro toccò il massimo degli ultimi 6 mesi a 1,1714. In quel caso il True Strength Index non superò il livello di +25, consigliando quindi prudenza a chi lo utilizza nel posizionarsi long.

Molto interessante è il livello attuale del TSI, calcolato a -18,40. nel caso in cui riesca a toccare e superare il livello di -25, possiamo aspettarci una fase di ipervenduto con il cambio euro dollaro che di conseguenza potrà scendere sotto 1,09 verso i minimi annuali di 1,05$. Viceversa, occorre prestare prudenza.

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