Indicatore RSI: calcolo, significato, esempio pratico. Guida completa

Indicatore RSI (Relative Strenght Index), la guida completa: significato, utilizzo, a cosa serve e esempio pratico nel Forex.

Indicatore RSI: calcolo, significato, esempio pratico. Guida completa

Cos’è l’indicatore RSI, come funziona e a cosa serve? L’RSI (Relative Strenght Index) è un indicatore tecnico di momentum utile ad individuare le fasi di ipervenduto/ipercomprato, molto utilizzato nell’analisi tecnica del Forex.

Per comprenderne meglio il significato e il suo utilizzo, proponiamo una guida completa con esempio pratico che illustra in modo chiaro e dettagliato tutte le nozioni utili su uno degli indicatori tecnici più utilizzati nel trading.

Il calcolo della forza relativa individuata dall’indicatore RSI serve ad esprimere la forza o la debolezza di un determinato strumento finanziario analizzandone i prezzi passati.

Come si può fare trading sul Forex utilizzando l’RSI?

Indicatore RSI: cos’è?

L’indicatore RSI è stato sviluppato da J. Welles Wilder e presentato nel libro del 1978 “New Concepts in Technical Trading Systems”.
L’indice di forza relativa (RSI) nel Forex e negli altri mercati è considerato un indicatore di momentum, in quanto misura la velocità e l’entità della direzione dei movimenti di prezzo.


I valori possibili per l’RSI vanno da 0 a 100. I valori significativi per l’indicatore sono oltre i 70 punti (segnale di ipercomprato) e sotto i 30 (segnale di ipervenduto).

Indicatore RSI: calcolo

Come anticipato, l’indicatore RSI descrive quando il mercato entra in fasi di ipercomprato o di ipervenduto.

Esistono sue diverse formule per il calcolo dell’RSI:


\mbox{RSI}=\mbox{100}- \frac{100}{(1+(Gp/Gn)}

Dove:

  • Gp indica il numero dei giorni positivi
  • Gn il numero dei giorni negativi


\mbox{RSI}=\mbox{100}- \frac{100}{(1+(GpM/GnM)}

Dove:

  • GpM è la media dei giorni positivi
  • GnM è la media dei giorni negativi

La variabile X indica il numero di periodi che vogliamo utilizzare per calcolare l’RSI. Il parametro è liberamente personalizzabile, anche se il valore generalmente più usato è 14.

È intuitivo il fatto che il valore dell’indice di forza relativa che calcoleremo sarà compreso tra i valori di 0 e 100.
L’indicatore RSI può essere applicato ad ogni tipo di timeframe e potrà quindi considerare i prezzi di chiusura di candele giornaliere, orarie, settimanali, ecc.


La maggior parte degli analisti per dare significatività all’indicatore RSI pongono i livelli di attenzione a 70-30 oppure 80-20.
Molto più rari sono i casi in cui i parametri di attenzione vengono impostati sui livelli di 90-10 che, sebbene evitino la quasi totalità dei falsi segnali che l’RSI può evidenziare, sono di difficile raggiungimento da parte del sottostante su cui applichiamo il nostro indicatore.

Indicatore RSI: significato e funzionamento

L’indicatore RSI ha un range che va da 0 a 100, con valore medio 50.
Il valore, in linea generale, può avere i seguenti significati:

  • valori dell’RSI al di sotto del 30 indicano un mercato all’interno di una fase di ipervenduto.
  • valori dell’RSI al di sopra di 70 indicano un mercato all’interno di una fase di ipercomprato.

L’RSI, lo sottolineiamo ancora, è un indicatore di momentum in quanto descrive la tendenza degli operatori ad effettuare operazioni in sell, quindi RSI<50, o in buy, con RSI>50.


Se i movimenti rialzisti o ribassisti portano l’RSI a valori che superano le soglie di ipervenduto o ipercomprato, rispettivamente 30 e 70, allora l’indice ci sta suggerendo l’arrivo di una possibile inversione.

L’indicatore RSI non basta a se stesso e la sua massima efficacia è raggiunta tramite l’utilizzo combinato con altri indicatori o metodi di analisi.

Indicatore RSI: esempio pratico

Procediamo con un esempio pratico per capire ancora meglio il funzionamento dell’indicatore RSI, il suo funzionamento e che indicazioni operative può dare al trader.

Nel seguente grafico è stato preso ad esempio il cambio sterlina-dollaro con timeframe H4, dove ogni candela rappresenta un intervallo di quattro ore:

L’andamento oscillatorio del cambio, con continui cambi nel momentum, è rappresentato in modo fedele dal modo in cui si si muove l’RSI a 14 periodi, riportato nella parte inferiore del grafico.

Nel colore arancione vengono evidenziati alcuni intervalli nei quali l’indicatore RSI si è mosso in zone di ipervenduto o ipercomprato.
Per ogni ellisse arancione sul grafico è stata inserita freccia, di colore rosso o verde, che indica l’operazione suggerita dall’indicatore in quel momento: comprare o vendere, il prezzo salirà o scenderà.

Le zone al di sotto del 30 o al di sopra del 70 rappresentato, infatti, zone critiche dove molto spesso il livello dei prezzi tende a voler rientrare verso aree di maggiore comfort.
Possiamo affermare, dunque, che l’indicatore RSI anticipa la possibile inversione di un trend.


Il suo utilizzo, come già specificato, deve però essere integrato con quello di altri indicatori per evitare di incappare in trend prolungati, che portino l’RSI a livelli ben più estremi delle soglie a 30 o a 70.

Indicatore RSI: consigli utili

Ampi e improvvisi movimenti di prezzo possono creare falsi segnali di acquisto o vendita all’interno dell’indicatore RSI. È, pertanto, ottimale utilizzarlo con un certo filtro sulla sua applicazione o in combinazione con altri indicatori.
Alcuni operatori, nel tentativo di evitare falsi segnali provenienti dall’RSI, utilizzano i valori RSI più estremi come segnali di vendita o acquisto, dove un valore sopra 80 indica un territorio di ipercomprato e un valore inferiore a 20 indica un territorio di ipervenduto.


La RSI è spesso usato in congiunzione con linee di trend, dato che le trendline di supporto o resistenza spesso coincidono con i livelli di supporto o resistenza individuati sull’indicatore RSI.

Le divergenze tra l’RSI e il prezzo

Cercare una divergenza tra il prezzo e l’indicatore RSI è un altro mezzo per affinare ancora di più l’applicazione di questo indice. La divergenza si verifica quando un sottostante segna un nuovo minimo o massimo nel prezzo, ma l’RSI non fa altrettanto in corrispondenza.

Una divergenza ribassista si verifica quando il prezzo segna un nuovo massimo, ma l’RSI non indica un segnale di vendita. Una divergenza rialzista viene individuata quanto un nuovo minimo mostra un segnale di acquisto sul prezzo, ma il valore dell’RSI non fa altrettanto.

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