Toninelli su Salvini: “squallido e da ergastolo”. Volano insulti

«Salvini codardo, non partecipava alle riunioni coi Benetton per paura. Lui e la Meloni meriterebbero l’ergastolo»: l’ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli torna sul caso Autostrade e Ponte di Genova e lancia accuse pesanti contro l’ex alleato.

Toninelli su Salvini: “squallido e da ergastolo”. Volano insulti

Danilo Toninelli si è scatenato contro Matteo Salvini, accusandolo con parole al veleno sulla questione Autostrade e Ponte di Genova.

L’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto commentare con un certo entusiasmo e orgoglio la pronuncia della Corte Costituzionale, che ha decretato legittima la decisione di estromettere Autostrade dai lavori per il Ponte di Genova.

Una assist perfetto per il senatore del M5S, che ne ha approfittato per esprimere tutto il suo disprezzo contro il leader leghista.

Sono volati insulti e accuse reciproche tra i due ex alleati di Governo. Ormai è guerra aperta tra Toninelli e Salvini: ecco cosa si sono detti.

Toninelli contro Salvini: “meriterebbe l’ergastolo”

Toninelli non ha fatto sconti a Matteo Salvini sulla spinosa questione delle concessioni autostradali alla holding di casa Benetton. Anzi, le sue sono state parole dure, infuocate, ai limiti dell’insulto.

Il commento soddisfatto su quanto espresso dalla Consulta contro Autostrade, infatti, si è trasformato in un attimo in un monologo contro il leghista:

“Se in Italia ci fosse una pena per le fake news, Meloni e Salvini prenderebbero l’ergastolo multiplo. Oggi Salvini ha detto che non è sua la responsabilità della mancata revoca ai Benetton: ma dove stava Salvini quando era al Governo? Abbiamo fatto riunioni su riunioni per decidere....e Salvini non partecipava perché se la faceva sotto”.

Nello specifico, stando alle parole del pentastellato, la “Lega finanziava Aspi e Benetton”.

E poi l’affondo è diventato ancora più duro, durante l’intervento a Radio Cusano Campus: “Oggi mi chiedo come abbiamo potuto allearci con un personaggio squallido e volgare come Salvini. Più Salvini mi attaccava sulle infrastrutture più era chiaro che stava difendendo potentati come i Benetton”.

La secca replica di Salvini

La risposta piccata di Salvini alle accuse di Toninelli non si è fatta attendere. Il senatore leghista ha rimarcato quanto il Movimento 5 Stelle stia perdendo tempo, insieme al Partito Democratico, nel prendere una definitiva decisione sulle concessioni autostradali.

E, sulle critiche personali, Salvini ha replicato:

È falso quello che dice Toninelli. Io non mi sono mai opposto. Ho sempre detto: se ci sono gli estremi si revoca, se non ci sono gli estremi si proroga.”

Il leader della Lega ha ricordato che nel precedente Governo: “Io mi occupavo di mafia, di droga e di immigrazione, il ministro dei Trasporti era Toninelli e quello del consiglio era Conte.”

Tradotto: nessuna responsabilità sulla vicenda Autostrade. Intanto, il clima si fa sempre più incandescente sul tema e lo scontro Salvini-Toninelli è solo un segnale del rebus irrisolto.

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2 commenti

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daniele • 2 mesi fa

Essere insultati da uno come Toninelli, che non è che un burattino ridicolo privo di qualsiasi credibilità, uno che va semplicemente considerato NULLO, è un fatto positivo.

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Salvatore41 • 2 mesi fa

La tragedia che si è consumata a causa crollo del ponte è stata fin dal primo giorno occasione per trarre vantaggi in termini elettorali senza alcun rispetto delle famiglie dei numerosi defunti che incolpevoli lo stavano attraversando. Ciò è accaduto ancor prima di qualsiasi accertamento delle responsabilità anche se è presumibile che la responsabilità del crollo sia attribuibile, con ottime probabilità, alla società che gestiva il ponte ed al Ministero che doveva controllarla. Lo stesso numero di morti si è verificato a Viareggio a seguito dell’incendio del treni merci che trasportava GPL che causò 32 morti. In quella occasione nessuno dei politici ha mai detto che si doveva revocare la concessione alle ferrovie dello Stato eppure la responsabilità della ferrovia sembra comparabile a quella della concessionaria autostradale. Perchè due pesi e due misure? Perchè sbandierare la revoca della concessione alle ferrovie statali non ha ritorni elettorali mentre prendersela con i Benetton fa fico! Nessuno pensa che migliaia di risparmiatori sono soci della quotata Atlantia e che ogni volta che i politici aprono bocca per evidenti motivi di seguito elettorale questi vedono ridursi i loro risparmi. Loro non hanno nessuna colpa, se, come credo, la società ha sbagliato sarà la magistratura a stabilire colpe da scontare e danni da risarcire. Il di più «politico» non ci sta. Puzza di marcio e di diavolo e non ha certo il soave profumo di un angelo vendicatore. La giusta punizione dei colpevoli spetta ai giudici e non ai politici che tentano di trarre vantaggio da una tragedia immane e non se ne vergognano.

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