Thyssenkrupp lancia nuovi bond al 2024 per tagli da 1.000 euro

Le nuove obbligazioni Thyssenkrupp 2024 (DE000A2TEDB8) pagano cedole del 2,875%, Negoziabili anche su Borsa Italiana. Analisi e rischi del nuovo bond

Thyssenkrupp lancia nuovi bond al 2024 per tagli da 1.000 euro

Thyssenkrupp torna ad emettere obbligazioni. Il gigante tedesco dell’acciaio, nato 20 anni dalla fusione di Thyssen Stahl AG e Friedrich Krupp AG e simbolo per eccellenza del capitalismo renano, ha recentemente collocato sul mercato dei capitali un nuovo bond da 1,5 miliardi di euro a cinque anni. La risposta degli investitori istituzionali e retail è stata buona, con richieste che hanno superato i 3,1 miliardi di euro, nonostante il gruppo tedesco sia in piena trasformazione con la separazione delle proprie attività di business.

Le nuove obbligazioni Thyssenkrupp AG sono state collocate al prezzo di 99,748, pagano una cedola annuale a tasso fisso del 2,875% il 22 febbraio e vanno a rimborso in unica soluzione il 22 febbraio 2024. Il funding dell’operazione è funzionale al rimborso del bond Thyssenkrupp da 1,25 miliardi di euro 3,12% ottobre 2019. Il bond (Isin DE000A2TEDB8) è senior unsecured, richiamabile anticipatamente alla pari a partire dal 22 febbraio 2020, e – cosa molto importante - è negoziabile per importi da 1.000 euro con multipli analoghi. Quindi adatto anche al retail. E’ quotato alla borsa di Francoforte, ma breve sarà disponibile anche sui mercati regolamentati italiani, sul circuito Mot di Borsa Italiana e sulla piattaforma EuroTLX dove sono già presenti altre obbligazioni Thyssenkrupp.

Obbligazioni Thyssenkrupp 2,875% 2024

Il nuovo bond Thyssenkrupp è classificato come “non investment grade”, cioè BB+ per Fitch, Ba2 per Moody’s e BB per Standard & Poor’s con outlook negativo. Il rating è stato rivisto negativamente dalle agenzie internazionali lo scorso anno sulla scorta delle risultanze dell’andamento economico del gruppo e sul calo della domanda di acciaio a causa anche della concorrenza cinese nel mondo. Il quadro è appesantito anche dalla lotta interna dei grandi azionisti che hanno deciso di scorporare il gruppo, fiore all’occhiello della Germania industriale, in due aree distinte: la divisione «Industrials» (ascensori, automotive e plant engineering) e la divisione «Materials» (lavorazione acciaio).

Sul punto gli analisti intravvedono incertezza strategica e possibile indebolimento delle aree di business di fronte a una sempre più agguerrita concorrenza. La guidance di Thyssenkrupp per l’anno in corso, poi, conferma il quadro derivante dalle incertezze economiche e politiche che stanno aumentando a livello europeo. Alla borsa di Francoforte, le azioni Thyssenkrupp sono infatti vicino ai minimi storici del 2012, a quota 13,2 euro.

Thyssenkrupp, utile in crescita nel primo trimestre

L’utile netto di Thyssenkrupp è salito nel primo trimestre 2019. L’ultima riga del conto economico dell’azienda è salita del 70% a 136 milioni di euro rispetto agli 81 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, sui cui aveva impattato negativamente la riforma fiscale Usa. I ricavi sono poi cresciuti a 9,74 miliardi di euro rispetto ai 9,54 miliardi di euro del primo trimestre dell’anno precedente, mentre gli ordini sono aumentati dell’8% a 10,11 miliardi.

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