Terza Guerra Mondiale: i missili della Corea del Nord possono arrivare in Italia?

Terza Guerra Mondiale: dopo l’allarme per l’Europa, abbiamo fatto dei calcoli per vedere quale distanza possono coprire i missili della Corea del Nord. L’Italia rischia?

Terza Guerra Mondiale: i missili della Corea del Nord possono arrivare in Italia?

Terza Guerra Mondiale: alla luce del test nucleare effettuato dalla Corea del Nord, abbiamo fatto dei calcoli per vedere quale distanza possono coprire i missili di Pyongyang e se anche l’Italia e l’Europa possono essere a rischio di un eventuale attacco.

Corea del Nord ci risiamo. Dopo l’ultimo test di Kim Jong-un torna la paura per lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale, con anche gli italiani che si domandano quali siano al momento i paesi più sicuri.

Questo nuovo clima di paura e corsa agli armamenti ha riaperto anche la questione sulla reale distanza che possono coprire i missili in dotazione al regime di Pyongyang, soprattutto dopo che la Francia ha lanciato l’allarme anche per l’Europa.

Vediamo allora quali sono le nazioni che potrebbero essere raggiunte dai vettori nordcoreani, oltre che le tipologie dei vari missili che negli ultimi tempi Kim Jong-un sta testando con molta frequenza.

Che distanza possono coprire i missili della Corea del Nord?

Anche gli Stati Uniti e l’Europa devono tremare in caso di una Terza Guerra Mondiale in Corea del Nord? Al momento si potrebbe essere tranquilli, ma il mistero che vige sui reali armamenti nordcoreani è un grosso punto interrogativo.

Lo scorso maggio dalla base di Pukchang il dittatore Kim Jong-un in persona ha assistito al lancio di un missile Pukguksong-2, che ha percorso 500 chilometri prima di inabissarsi a poca distanza dalle acque territoriali giapponesi.

Il Pukguksong-2 è un missile di medio raggio che può coprire un raggio di massimo 3.000 chilometri. Si tratta di una evoluzione del Pukguksong-1, un vettore in dotazione nei sottomarini.

Anche se la sua portata permetterebbe consentire di colpire soltanto obiettivi relativamente vicini come la Corea del Sud e il Giappone, la sua particolarità è un’altra.

Essendo lo sviluppo di un missile ideato per i sottomarini, il suo lancio avviene a freddo ovvero tramite aria compressa. Questa caratteristica lo renderebbe inizialmente non percepibile dai radar.

Alcune settimane prima invece dalla base nordcoreana di Kaesong è stato lanciato un missile Musudan di medio raggio. La sua portata massima è stimata attorno ai 4.000/4.500 chilometri e può anche trasportare un ordigno nucleare.

Tale gittata non consentirebbe di raggiungere la capitale dell’Alaska Anchorage, che dista 6.000 chilometri, ma potrebbe colpire l’isola di Guam che è territorio americano e si trova nel mezzo del Pacifico a 3.400 chilometri di distanza. Fuori portata sarebbero anche le Hawaii che sono a 7.400 chilometri.

Potrebbero essere colpite invece non solo le vicine Corea del Sud, Giappone, Cina e Russia, ma anche nazioni come Filippine, Singapore, Thailandia fino alla parte Nord dell’India compresa la capitale Nuova Delhi.

Problemi ben maggiori però potrebbero arrivare se il regime di Kim Jong-un, come paventato, si sarebbe dotato di missili Taepodong-2, che possono arrivare a colpire un obiettivo distante anche 8.000 chilometri.

In quel caso mezzo mondo sarebbe a rischio. Stati Uniti, Canada, Australia ma anche Medio Oriente e quasi la totalità dell’Europa, Italia compresa, ad esclusione soltanto delle nazioni più occidentali come Portogallo e Irlanda.

A giugno invece sono stati sparati una serie di missili terra-area. Più che per la loro portata, questi razzi spaventano perché possono essere considerati un avvertimento alle navi americane schierate a largo della penisola.

Le ultime prove effettuate dalla Corea del Nord hanno però aumentato la preoccupazione. Prima il test nucleare effettuato a inizio settembre, poi il lancio di un Hwasong-12 che ha percorso 3.700 chilometri, hanno ormai dato all’Occidente una triste certezza.

L’Hwasong-12 è anche lo stesso missile utilizzato nell’ultimo test di fine novembre. Un lancio che per il regime di Pyongyang è stata la dimostrazione palese di come la Corea del Nord sia in gradi di colpire gli Stati Uniti.

Pyongyang è riuscita a miniaturizzare una testata atomica, che quindi ora può essere trasportata tramite missili intercontinentali capaci di poter colpire in modo drammatico anche nazioni molto distanti.

Le città a rischio secondo l’ECFR

Una recente intervista del quotidiano La Stampa a François Godement, direttore del Programma Asia e Cina dello European Council on Foreign Relations, ha svelato quelle che potrebbero essere le città obiettivo di un possibile attacco nucleare da parte di Kim Jong-un.

Per Godement, gli obiettivi militari della Corea del Nord sarebbero le basi militari della zona del Pacifico, mentre quelli civili sarebbero rappresentati soprattutto da città giapponesi, sudcoreane e americane.

Per la precisione, vista anche la distanza che i missili di Pyongyang possono raggiungere, a rischio sarebbero soprattutto Seul e Busan in Corea del Sud, Tokyo e Misawa per quanto riguarda il Giappone.

Negli Stati Uniti poi, oltre alla base americana presente a Guam nel Pacifico, nel mirino ci sarebbero le isole Hawaii, dove è stato appena inaugurato un nuovo impianto di allarme missilistico, ma anche Manhattan che dista dalla Corea del Nord la bellezza di 10.500 chilometri.

Che rischi per l’Italia e l’Europa?

Gli ultimi test effettuati dalla Corea del Nord hanno purtroppo dimostrato tutti i passi avanti fatti da Pyongyang in materia militare. Uno sviluppo questo che spaventa anche Trump e che è l’unico motivo per cui ancora non è scoppiata una Terza Guerra Mondiale.

Ormai è stato appurato infatti che gli esperti al soldo di Kim Jong-un siano riusciti a miniaturizzare testate atomiche, che così possono essere trasportate anche nei missili a lungo raggio in possesso dei nordcoreani.

Logico quindi che la Corea del Sud e il Giappone in questo momento stiano vivendo nell’incubo nucleare, ma anche gli Stati Uniti non dormono sonni tranquilli. Gli americani infatti sono il grande nemico di Pyongyang, tanto che le ultime provocazioni sono state fatte proprio per spaventare Trump.

Come abbiamo visto pure l’Italia e l’Europa, in teoria, potrebbero essere raggiunti da un missile anche nucleare nordcoreano. Nel concreto però difficile che Kim Jong-un decida di concentrarsi sul Vecchio Continente visto che i suoi nemici sono altri.

Lo scoppio di una guerra nucleare naturalmente avrebbe però conseguenze terribili per tutto il pianeta. Oltre ai milioni di morti ci sarebbe anche il problema delle radiazioni che per anni continuerebbero a mietere vittime.

Come se non bastasse, dopo le dichiarazioni di Donald Trump all’Onu dove l’Iran è stato duramente attaccato, Teheran ha risposto testando un missile Khorramshahr che, con la sua gittata di 2.000 chilometri, avrebbe potuto anche raggiungere l’Europa.

L’atteggiamento quindi del pugno di ferro portato avanti da Trump fin dal suo insediamento ha portato soltanto al peggioramento, anche in Iran quindi, della situazione alimentando così una pericolosa corsa alle armi.

Anche se il comportamento della Corea del Nord non è accettabile bisogna in tutti i modi cercare una soluzione diplomatica, in quanto qualsiasi opzione militare c’è il rischio che si trasformi in una autentica catastrofe mondiale.

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