Tasse sul Forex 2017: ecco la guida completa

Come si effettua il calcolo delle tasse sul Forex 2017? E ancora: come si pagano le tasse sul Forex 2017? Ecco la guida completa con la risposta a queste domande e tutto quello che c’è da sapere.

Le tasse sul Forex 2017 sono rappresentate da tutti quei tributi cui sono soggetti i guadagni derivanti dallo scambio di monete estere, ovvero dal Forex trading sul mercati dei cambi.
Come si effettua il calcolo delle tasse sul Forex 2017? E ancora: come pagare le tasse sul Forex 2017 in dichiarazione dei redditi? Infine, ci sono novità fiscali in materia di tasse sul Forex 2017?
In questa guida proveremo a dare una risposta a tutte queste domande.

Ecco la guida completa alle tasse sul Forex 2017 con analisi della normativa di riferimento, dei presupposti imponibili e dei metodi di calcolo.

Tasse sul Forex 2017 in Italia: ecco tutti i riferimenti normativi

Le tasse sul Forex 2017 in Italia hanno il loro riferimento normativo fondamentale nel TUIR, ovvero nel testo unico delle imposte sui redditi (d.p.r. 917/1986).

Il TUIR classifica i guadagni derivanti dal Forex come redditi diversi, ovvero tutti quei redditi che non trovano collocazione naturale nelle prime cinque categorie di reddito disciplinate dalla normativa fiscale (redditi da lavoro dipendente, autonomo, di impresa, di capitale e agrari).

Le tasse sul Forex 2017, in particolare, trovano il loro riferimento normativo fondamentale nell’articolo 67, lettera n) 1-ter del TUIR:

Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice, ne’ in relazione alla qualita’ di lavoratore dipendente:

1-ter. Le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere rivenienti da depositi e conti correnti concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento sia superiore a 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui”.

Tasse sul Forex 2017 in Italia: la posizione dell’Agenzia delle Entrate

In Italia si è ritenuto, per parecchi anni, che le tasse sul Forex fossero pressoché inesistenti: per quale motivo?

Le tasse sul Forex, secondo l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate nel 2010, dovevano essere pagate solo in caso di ricorrenza contemporanea dei seguenti presupposti:

  • oggettivo, ovvero per transazioni unitarie superiori ad euro 51.645,69;
  • temporale, ovvero per valute detenute per almeno 7 giorni lavorativi.

Seguendo questa impostazione, tra l’altro esplicitata nella circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 67 E del 6 luglio 2010, le tasse sul Forex in Italia sarebbero state praticamente inesistenti. Per quale motivo? Per il fatto che sul mercato dei cambi (Forex) normalmente le operazioni effettuate vengono aperte e chiuse nella stessa giornata, facendo venir meno uno dei due presupposti sopra indicati.

Tuttavia, alla fine del 2011, per mezzo della risoluzione numero 102 E del 25 ottobre 2011, l’Agenzia delle Entrate cambia orientamento.
Il punto di partenza per questo cambio di rotta fu il D. Lgs. 141/2010 di modifica del TUF (Testo Unico della Finanza).

In particolare, viene modificato l’articolo 1 comma 4 del TUF prevedendo che:

sono strumenti finanziari ed, in particolare, contratti finanziari differenziali, i contratti di acquisto e di vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza, anche mediante operazioni di rinnovo automatico (cd. “roll-over”).

Con questo provvedimento, quindi, tali contratti finanziari vengono riqualificati come contratti derivati nel TUF.
Di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate, ai fini delle tasse sul Forex 2017, riconduce i contratti che hanno per oggetto il Forex ai rapporti di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-quarter), ovvero i redditi diversi soggetti ad imposta sostitutiva.

Ecco cosa afferma l’Agenzia delle Entrate in materia di tasse sul Forex:

I contratti che hanno come oggetto il Forex devono essere ricondotti tra i rapporti di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater), del TUIR, i cui redditi, se percepiti da parte di un soggetto persona fisica, non esercente attività d’impresa, sono soggetti ad imposta sostitutiva a norma dell’articolo 5 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
Ai sensi dell’articolo 68, comma 8, del TUIR, i suddetti redditi sono costituiti dal risultato che si ottiene facendo la somma algebrica dei differenziali positivi o negativi nonché degli altri proventi od oneri, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti.
Alla luce di quanto sopra esposto, i chiarimenti forniti con la risoluzione n. 67/E del 6 luglio 2010 devono ritenersi non più attuali a decorrere dal 19 settembre 2010 (data di entrata in vigore dell’articolo 9, comma 7, del citato decreto legislativo n. 141 del 2010).
In tutti i casi in cui un contribuente ponga in essere una pluralità di contratti o atti, tra essi collegati, aventi ad oggetto valute estere, finalizzati a conseguire differenziali positivi o negativi in dipendenza di un evento aleatorio (quale l’andamento delle valute estere), i predetti differenziali assumono rilevanza reddituale agli effetti della lettera c-quinquies) del comma 1 dell’articolo 67 del TUIR
”.

Calcolo delle tasse sul Forex 2017

Come si effettua il calcolo delle tasse sul Forex 2017?
La base imponibile per il calcolo delle tasse sul Forex 2017 è rappresentata dalla plusvalenza, capital gain o guadagno in conto capitale ovvero la differenza positiva che si viene a creare tra il capitale investito inizialmente ed il capitale finale.
Tale maggior valore è la base su cui effettuare il calcolo delle tasse sul Forex 2016.

Le tasse sul Forex 2017 nella dichiarazione dei redditi

I guadagni da Forex devono essere dichiarati nel modello UNICO nel quadro RT.
Per calcolare e pagare correttamente le tasse sul Forex 2017 occorre indicare i corrispettivi incassati (plusvalenze ottenute).
Su tali plusvalenze occorre applicare la cosiddetta ISOS ovvero l’imposta sostitutiva da pagare sulle plusvalenze di natura valutaria.
L’aliquota ISOS 2017, per effetto di quanto stabilito dal DL 66/2014, è pari al 26%.
Così come avviene per gli altri strumenti finanziari, anche nel caso del Forex le eventuali minusvalenze (perdite) possono essere dichiarate e compensate fino al quarto anno successivo a tale perdita.
L’imposta sostitutiva deve essere versata tramite modello F24 e codice tributo 1100.

Tasse sul Forex 2017: regime dichiarativo o regime amministrativo

Il sistema tributario italiano consente ai trader di scegliere tra due diversi regimi fiscali: il regime dichiarativo ovvero il regime amministrativo.

Per valutare quale scegliere si consiglia il seguente approfondimento:

Capital gain: regime dichiarativo o regime amministrato? Guida alla scelta

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