Tassa su benzina è illegittima: rimborsi in arrivo?

Tasse benzina: l’imposta regionale pagata da alcune regioni italiane è ritenuta illegittima dall’Unione Europea. Vediamo se sono previsti rimborsi e per chi.

Tassa su benzina è illegittima: rimborsi in arrivo?

Il prezzo della benzina e le tasse sui carburanti in Italia potrebbero diventare terreno di scontro con l’Unione Europea, che ha avanzato dubbi sulla legittimità dell’Irbe, l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione che si paga in Italia.

Secondo la Commissione Europea la tassa sulla benzina non è conforme alle regole comunitarie in materia. Lo Stato italiano ha 60 giorni per adeguarsi alla normativa europea, altrimenti verrà chiamato in giudizio davanti alla Corte di Giustizia dell’UE.

L’Irbe sarebbe ritenuta ingiustificata in entrambi i casi, per cui è lecito chiedersi se potrebbero essere previsti dei rimborsi e chi ne avrebbe diritto.

Vediamo in questo articolo cos’è la tassa Irba sulla benzina, perché è illegittima secondo la Commissione UE, quanto pesa sul prezzo del carburante e chi la paga.

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Tassa Irbe su benzina: perché è illegittima?

La tassa sulla benzina Irba è sotto accusa con la nota della Commissione Europea, che ha trasmesso la comunicazione della presunta illegittimità della tassa in un bollettino delle procedure d’infrazione in corso.

Nella nota contro l’imposta sul carburante è riportata la legge comunitaria di riferimento, che dice chiaramente che: “Gli Stati membri possono prelevare altre imposte indirette sui prodotti sottoposti ad accisa, purché siano rispettate due condizioni”:

  • l’imposta è utilizzata “per fini specifici”;
  • la tassa sia conforme “alla normativa dell’Unione in materia di accise o di imposta sul valore aggiunto”.

In entrambi i casi la tassa sulla benzina Irba risulta illegittima: “La Commissione ritiene che, nel caso dell’Irba, questi due requisiti non siano soddisfatti”.

Tasse benzina: cos’è l’Irbe e quanto aumenta il prezzo?

L’Irba (imposta regionale sulla benzina per autotrazione) è dovuta dal concessionario o dal proprietario della pompa di benzina. Alternativamente può essere riscossa per delega dalla società fornitrice dell’impianto di benzina (Eni, Ip, Total, Shell).

L’Irba, in quanto imposta sul carburante, si somma alle accise e all’Iva presenti nel prezzo della benzina. Il suo prezzo corrisponde a 0,0258 euro per litro di benzina.

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Rimborsi in arrivo?

Calcolando che un’automobile percorre in media di 12 mila km all’anno e gli anni trascorsi dall’entrata in vigore della tassa, ogni gestore di benzina avrebbe diritto a un rimborso spese di 123,84 euro per ogni automobilista servito, per aver pagato una tassa sui carburanti illegittima.

Il calcolo riportato qui sopra si riferisce alla tassa nella Regione Lazio, dove l’Irba è entrata appunto in vigore il 1° gennaio 2012.

Ecco le regioni italiane che pagano l’Irba sulla benzina e date di entrata in vigore:

  • Lazio - tassa attiva dal 1° gennaio 2012
  • Calabria - tassa attiva dal 1° gennaio 2011
  • Campania - tassa attiva dal 24 dicembre 2003
  • Puglia - tassa attiva dal 1° gennaio 2013
  • Piemonte - tassa attiva dal 14 novembre 2011
  • Liguria - tassa attiva dall’ 8 novembre 2011 al 31 dicembre 2018
  • Umbria - tassa attiva dal 1° gennaio 2012
  • Marche - tassa soppressa il 31 dicembre 2018
  • Toscana - tassa attiva solo nel 2012

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