Benzina a 60 cent: ecco quanto costerebbe senza le odiose accise

Quanto costerebbe la benzina se non ci fossero le accise? Circa di 60 centesimi al litro. Intanto continuiamo a pagare per la guerra di Etiopia del ’35, per il disastro del Vajont del ’63 e per il terremoto dell’Irpinia dell’80.

Benzina a 60 cent: ecco quanto costerebbe senza le odiose accise

Un litro di benzina costerebbe agli italiani all’incirca 60 centesimi, se solo non fossimo costretti a pagare ancora per la guerra d’Etiopia, per il disastro del Vajont e non solo.

Sono ben 19 le accise che gravano sul prezzo dei carburanti e questa volta a tornare a far parlare della loro abolizione è Matteo Salvini: tra i primi provvedimenti di un Governo capeggiato dal leader della Lega vi sarebbe proprio la riduzione del prezzo dei carburanti, una della spese che svuota le tasche degli italiani.

A far lievitare il prezzo di benzina e gasolio in Italia ci si mettono le tasse, motivo per il quale anche a fronte della debolezza del prezzo del petrolio fare un pieno costa sempre la stessa cifra, se non addirittura di più.

C’è anche da dire Salvini non è il primo a parlare di abolizione delle accise sulla benzina. Probabilmente, chi si occupa di comunicazione politica soprattutto in campagna elettorale sa come andare dritto al cuore degli elettori.

A parlarne era stato, nel lontano 2014, anche Matteo Renzi. Non è difficile capire come è andata, basta pensare a quanto avete speso l’ultima volta per fare benzina.

La benzina senza accise costerebbe 60 centesimi al litro

Un litro di benzina a 60 centesimi se solo venissero abolite le accise. Il Fisco non dà scampo neppure agli automobilisti.

Secondo un’indagine di Confesercenti, fare benzina o gasolio costerebbe agli italiani circa 1 euro anche se i Paesi produttori regalassero all’Italia la materia prima: non solo per via delle accise ma anche dell’IVA.

Ed è per questo che l’Italia resta tra i Paesi d’Europa dove il carburante continua a costare di più, nonostante le variazioni del prezzo del petrolio.

Il tema dell’abolizione delle accise sta particolarmente a cuore agli italiani perché una parte dei soldi che spendiamo per fare benzina serve per finanziare spese tutt’altro che attuali.

E, a volte, può capitare che se non è il Governo a pensare alle tasche dei consumatori ci pensino le comunità locali, come successo a Giave, paesino nella provincia di Sassari di 525 persone, dove la sindaca Uras ha attuato un provvedimento per l’abolizione delle tasse sui carburanti.

Peccato che l’unico distributore presente nel Paese abbia lasciato invariati i prezzi alla pompa: anche a Giave fare benzina continua a costare circa 1 euro e 60 centesimi al litro.

Ecco le 19 accise che fanno lievitare il costo del carburante

Ma cosa paghiamo quando facciamo benzina? Ecco nell’ordine, l’elenco delle odiose accise che spremono gli italiani:

  • 0,0001 euro per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 0,007 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 0,005 euro per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,005 euro per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,005 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 0,051 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,038 euro per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012;
  • 0,005 finanziamento del “Bonus Gestori”;
  • 0,0024 finanziamento del “Decreto Fare”-

Abbiamo pagato 145 miliardi di accise per i terremoti

Oltre alle anacronistiche accise sulla guerra di Abissinia o sul finanziamento alla crisi del Suez, uno dei dati sconcertanti e che negli anni abbiamo pagato ben 145 miliardi di accise soltanto a causa dei terremoti.

A raccogliere i dati è stata la Cgia di Mestre, calcolando il totale dei consumi e delle accise introdotte proprio per finanziare la ricostruzione post terremoto, a partire dai fatti dell’Irpinia del 1980 fino ad arrivare al recente terremoto dell’Emilia Romagna del 2013.

Una spesa nobile, seppure in un Paese pieno di misteri come l’Italia non sono in pochi a credere che di questi soldi siano in pochi quelli stanziati realmente per le popolazioni terremotate.

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Argomenti:

Accise Matteo Salvini

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