Tamponi contaminati: tracce di coronavirus nei kit, la scoperta shock

Alcuni kit di tamponi per il coronavirus destinati al Regno Unito erano contaminati dal virus: la sconvolgente rivelazione in un report.

Tamponi contaminati: tracce di coronavirus nei kit, la scoperta shock

In alcuni kit di tamponi per il coronavirus sono state trovate tracce di virus, e per questo hanno subito dei ritardi nella consegna. L’assurda vicenda è accaduta in Gran Bretagna ed è stata rivelata dal Telegraph.

Il tentativo del governo britannico di accelerare i tamponi di massa ha subito un duro colpo dopo la scoperta shock che i componenti chiave ordinati dall’estero erano contaminati da coronavirus.

La notizia è giunta come una doccia fredda per il paese, dove in questi giorni è scoppiato un vero e proprio caos per la gestione dell’emergenza sanitaria. A seguito delle critiche per la scarsa capacità di fare i tamponi a tappeto rispetto ad altri Paesi come Stati Uniti e Corea del Sud, il Regno Unito ha annunciato nuovi piani per aumentare i test.

Tracce di coronavirus nei tamponi: l’allarme in UK

Nel tentativo di accelerare i tamponi il governo inglese ha deciso di rivolgersi anche al settore privato per acquistare i prodotti per i test.

Alcuni di quelli spediti dall’estero hanno avuto ritardi nella consegna, e il motivo è piuttosto allarmante: sono state trovate tracce di virus, secondo quanto riportato in un articolo del Telegraph lunedì.

La società responsabile dei kit trovati contaminati da tracce di virus è Eurofins e ha sede in Lussemburgo. L’azienda ha inviato un rapporto alle autorità del Regno Unito spiegando la ragione del ritardo.

Un portavoce di Eurofins ha dichiarato:

“In rare occasioni possono verificarsi ritardi in alcuni ordini se, in base alle rigide procedure di controllo qualità e ambientale di Eurofins, la fabbricazione di un prodotto non soddisfa i criteri di qualità o purezza stabiliti da Eurofins Genomics.

Siamo consapevoli che contaminazioni della natura da voi citata sono state osservate da numerosi produttori di primer e sonde in tutto il mondo dopo aver prodotto test per la positività al virus SARS-COV2”.

"Questi problemi iniziali possono essere facilmente risolti mediante adeguate procedure di segregazione di pulizia e produzione.

Il caos tamponi in Regno Unito

A causa della mancanza di risorse per eseguire tamponi di massa (carenza di tamponi, kit di test e reagenti, e di laboratori adatti) finora in Gran Bretagna i test per il coronavirus sono stati destinati a medici e infermieri che hanno sintomi o che hanno familiari positivi.

Dopo le forti pressioni da parte dell’opinione pubblica e delle critiche alla gestione dell’emergenza, il Regno Unito ha annunciato di essere al lavoro per reclutare più laboratori nelle università e negli istituti di ricerca, e sfruttare collaborazioni con grandi partner commerciali come Boots e Amazon.

Al 2 aprile, i test giornalieri effettuati in UK sono stati 10.200, ed entro la fine del mese il governo mira a fare 100mila test al giorno.

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