Tampone obbligatorio in Italia: quando e per chi

Fiammetta Rubini

28 Maggio 2021 - 13:21

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Chi deve fare il tampone per viaggiare, partecipare a eventi e cerimonie o per entrare in discoteca? Ecco le nuove regole in vigore e quelle al vaglio sul certificato verde.

Tampone obbligatorio in Italia: quando e per chi

Qualcuno lo richiede già, ma dal 15 giugno (o prima, in zona bianca) per partecipare a matrimoni, cerimonie e grandi eventi bisognerà essere muniti di certificato di tampone negativo (o di vaccino o guarigione). Lo stesso che verrà richiesto, con ogni probabilità, per andare in discoteca e che già serve necessariamente per andare a trovare gli anziani nelle Rsa.

In attesa del green pass europeo (Certificato digitale Covid dell’UE), che dal 1° luglio consentirà di viaggiare liberamente in Europa in sicurezza, ecco quando è obbligatorio il tampone negativo in Italia e per chi.

Tampone per viaggiare in Italia: quando è obbligatorio

In un’Italia tutta gialla che sta per colorarsi anche di bianco, la certificazione verde Covid-19 per gli spostamenti non serve più.

Serve, però, il tampone negativo (molecolare o antigenico) effettuato 48 ore prima, per chi viene in Italia dopo aver soggiornato o transitato dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, nei 14 giorni precedenti.

L’elenco comprende Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

È inoltre obbligatorio compilare un’autodichiarazione e informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente.

L’Italia richiede un tampone molecolare o antigenico negativo effettuato nelle 72 ore prima se nei 14 giorni precedenti si è soggiornato/transitato dai Paesi dell’elenco D (Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia, Giappone, Canada e Stati Uniti, nonché gli ulteriori Stati e territori a basso rischio epidemiologico), così come da Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka, per i quali sono state adottate restrizioni specifiche.

Chi non deve fare il tampone

A condizione che non insorgano sintomi compatibili con Covid-19 e fermi restando gli obblighi di autodichiarazione, è esonerato dall’obbligo di tampone nelle 48 ore precedenti l’arrivo, dall’isolamento e dal secondo tampone:

a) l’equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) il personale viaggiante;
c) chi viene da San Marino o Città del Vaticano;
f) chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
g) chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
l) i lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
m) il personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
o) gli alunni e gli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

Devono fare il tampone nelle 48 ore precedenti l’arrivo ma non quarantena e secondo tampone:

  • il personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie
  • i funzionari e agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni.

Green pass tampone in Italia: validità e costi

Il “pass verde” del tampone ha validità 48 ore e viene rilasciato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria pubblica o privata che ha effettuato il test, dalla farmacia o dal medico di famiglia.

Ricordiamo che per ottenere il certificato di tampone negativo bisogna pagare: tranne nel caso in cui il test venga prescritto dal medico curante o dall’Asl ed effettuato presso strutture pubbliche o nel caso dei tamponi rapidi nei centri allestiti dalla Croce Rossa, il tampone è a pagamento e il suo costo (che può andare dai 20 ai 100 euro a seconda della struttura) è a carico del cittadino.

Nel certificato verde Covid-19 di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo devono essere riportati i seguenti dati: nome e cognome, data di nascita, malattia o agente bersaglio Covid-19, tipo di test effettuato, nome del test, produttore del test, data e orario del test, del risultato, il nome del centro o della struttura in cui è stato effettuato il test, Stato membro, struttura che detiene il certificato e identificativo univoco del certificato.

Per chi falsifica il certificato del test si va sul penale: prevista la reclusione da 6 mesi a 6 anni.

Il tampone negativo per eventi, cerimonie, discoteche

Le linee guida delle Regioni “per la ripresa delle attività economiche e sociali” approvate dal Cts prevedono l’accesso a feste e cerimonie (matrimoni, battesimi, cresime ecc...) solo a chi è in possesso di certificato verde Covid-19. Le condizioni sono: aver ricevuto la dose di vaccino almeno 15 giorni prima, aver fatto un tampone rapido o molecolare con esito negativo entro le 48 ore precedenti l’evento, o essere guariti dall’infezione.

Resta il nodo discoteche, che a differenza di altre attività, restano per ora chiuse. La proposta delle regioni è di riaprire le discoteche con la possibilità di ballare in pista consentendo l’accesso solo a chi è in possesso di green pass.

In pratica il settore, fermo da un anno, potrebbe ripartire seguendo il modello previsto per matrimoni e cerimonie.

Tra le indicazioni del Cts, quella di rendere obbligatoria o fortemente raccomandata la prenotazione in tutte le attività ricettive, da bar, ristoranti, cinema e teatri agli stabilimenti balneari. “Così come la disponibilità per i requisiti del certificato verde, soprattutto laddove si punta alla progressiva saturazione dei posti disponibili”.

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