Fare “catenaccio” con le azioni svizzere

Ad oggi agli investitori resta da capire se conviene entrare sull’indice di Zurigo e comperare titoli difensivi come Nestlè, Novartis, Roche e in generale aziende di beni di largo consumo, assicurazioni, acqua, gas e elettricità

Fare “catenaccio” con le azioni svizzere

Gli asset svizzeri, caratterizzati dalla loro peculiare resilienza verso le sferzate di volatilità e avversione al rischio che colpiscono ciclicamente i mercati, stanno acquistando velocemente appeal presso una platea sempre più folta d’investitori.

«A seguito della riscossa avvenuta nei primi mesi dell’anno, il 2019 potrebbe caratterizzarsi per una rotazione dai titoli ciclici a quelli difensivi», sostengono gli analisti di Notz Stucki, società di asset management con sede a Ginevra.

Motivo in più per guardare le “asset class” certamente più difensive all’interno delle quali possiamo annoverare la Svizzera: «a metà del 2018 il mercato svizzero ha sovraperformato l’indice mondiale e, a partire dalla metà del 2016, quando i rendimenti del titolo decennale Usa scendono, il mercato svizzero sale», ha spiegato l’asset manager.

Quello che si stanno chiedendo gli investitori, soprattutto quelli rimasti scottati dalla correzione di maggio (ancora in corso), e se questo trend proseguirà.

Svizzera, il porto sicuro degli investimenti

Ad oggi agli investitori resta da capire se conviene entrare sull’indice di Zurigo e comperare titoli difensivi come Nestlè, Novartis, Roche e in generale aziende di beni di largo consumo, assicurazioni, acqua, gas e elettricità.

Questi titoli infatti offrono protezione dalle perdite nelle fasi di incertezza ma ad un prezzo: «se i mercati dovessero tornare a risalire i titoli difensivi offrirebbero una crescita solo moderata», prosegue il gestore.

C’è da considerare anche che i titoli azionari quotati a Zurigo godono di valutazioni particolarmente elevate perché in tempi di tassi bassi o negativi molti investitori comprano questi titoli per sostituire le obbligazioni che risultano meno appetibili in termini di rendimento.

Dai dati statistici pubblicati dalla Borsa di Zurigo sappiamo che oltre la metà del mercato, vale a dire il 65,2%, è composto da titoli difensivi contro il 18,7% dell’indice mondiale. Con riferimento al mese di maggio possiamo vedere che i titoli azionari svizzeri hanno dimostrato una buona tenuta con una performance negativa del -2,52%, contro un -5,92% del MSCI All Country World, portando le performance dello Swiss Market Index al 12,99% da inizio anno. Ultimo ma non meno importante, è difficile ignorare le ottime performance del re svizzero dei Consumer di base: Nestlé, al + 24,75% da inizio anno.

Notz Stucki conclude con un suggerimento pratico: «sulla base di questi elementi e trovandoci in una fase di volatilità, potrebbe aver senso dedicare un mattoncino del portafoglio ai titoli difensivi per la protezione del patrimonio».

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