Stipendio part-time: come si calcola

Redazione Lavoro

22 Marzo 2022 - 12:00

Il calcolo dello stipendio part-time segue un meccanismo che non può prescindere dal rilievo dello scaglione di reddito, cui si applica l’aliquota di prelievo.

Stipendio part-time: come si calcola

Nel momento in cui un lavoratore firma un contratto di lavoro, sa bene che questo potrà essere a tempo pieno o part-time. È evidente che nel secondo caso questo dovrà svolgere le mansioni indicate nel contratto per un numero di ore di lavoro inferiore a quello previsto per il full time.

Tante possono essere le cause che stanno alla base di un contratto che prevede un orario di lavoro ridotto, rispetto al tempo pieno. Per esempio possono esservi dietro delle esigenze aziendali legate alla produzione od organizzazione, oppure è la disponibilità del lavoratore che rende preferibile la formula del part-time.

Una domanda che l’interessato certamente si pone innanzi a un’offerta di lavoro part-time ha a che fare con l’ammontare dello stipendio che si andrebbe a percepire, aderendo all’offerta stessa. Cercheremo di capirlo di seguito, onde sgomberare il campo da possibili dubbi.

Contratto di lavoro part-time e orario di lavoro: il contesto di riferimento

L‘orario di lavoro è uno degli elementi essenziali del contratto di lavoro.

La legge prevede che l’orario di lavoro ordinario sia pari a 40 ore settimanali (d. lgs. n. 66 del 2003), a meno che non sussistano differenti previsioni dei CCNL le quali possono comportare un orario di lavoro standard minore rispetto a quello previsto dalla legge.

In linea generale, è sufficiente che l’orario pattuito nella lettera di assunzione sia inferiore anche di una sola ora rispetto a quello ordinario per rientrare nel campo dei contratti di lavoro a tempo parziale.

Nell’ambito dello svolgimento di un rapporto di lavoro part-time, è sempre ammessa la facoltà di trasformare il contratto di lavoro in un tempo pieno. Ma è altresì sempre doveroso il consenso di entrambe le parti, che deve essere messo nero su bianco con un accordo scritto.

Per quanto riguarda lo stipendio, la legge prevede che il lavoratore part-time non possa conseguire, complessivamente, un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno assunto con lo stesso inquadramento e per lo svolgimento delle stesse mansioni.

Ma è chiaro che sullo stipendio del lavoratore part-time influisce il numero ridotto di ore di lavoro svolto. Infatti, il trattamento economico e normativo del lavoratore part-time è riproporzionato in considerazione della minore entità della prestazione lavorativa. Vedremo più in dettaglio questo aspetto più avanti.

Il contenuto del contratto di lavoro a tempo parziale: gli elementi essenziali

Nel contratto di lavoro a tempo parziale, come nella generalità dei contratti di lavoro, rilevano i cd. elementi essenziali di un rapporto di lavoro. Tra essi abbiamo:

  • il luogo di lavoro;
  • la qualifica e le mansioni che il lavoratore andrà a svolgere;
  • la retribuzione;
  • l’eventuale durata del rapporto (se è a tempo determinato);
  • il periodo di prova.

In particolare, nei contratti di lavoro part-time sono inclusi due elementi essenziali tipici, che devono essere sempre nitidamente indicati:

  • la durata della prestazione di lavoro;
  • la collocazione temporale dell’orario di lavoro, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

D’altronde, il lavoratore part-time deve essere messo in condizione di poter organizzare i propri tempi di lavoro, in modo da individuare, eventualmente, un’altra occupazione che gli permetta, nel complesso, di lavorare a tempo pieno e di conseguire così una retribuzione più corposa.

In tema di contratto di lavoro part-time, un interessante particolare da notare è il seguente: la collocazione temporale della prestazione e la sua durata non possono essere modificate unilateralmente dall’azienda o datore di lavoro, tranne per quanto attiene alla possibilità di apporre le cd. clausole di elasticità, come previsto dall’articolo 6, comma 4 del D.Lgs 81/2015.

In virtù di dette clausole, il datore di lavoro potrà chiedere al lavoratore di fare un maggior numero di ore di lavoro rispetto all’orario di lavoro stabilito nel contratto individuale in forma scritta. Non solo: potrà altresì richiedere che la prestazione sia svolta in un spazio temporale differente.

Il calcolo dello stipendio in un contratto di lavoro part-time: come funziona?

Dopo queste necessarie premesse in tema di contratto e rapporto di lavoro a tempo parziale, possiamo focalizzarci sulla questione con cui abbiamo aperto l’articolo. Ossia: come effettuare il calcolo dello stipendio part-time?

Come accennato sopra, per quanto attiene allo stipendio, la legge dispone che il lavoratore part-time non possa conseguire un trattamento retributivo meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno, assunto con l’identico inquadramento e per lo svolgimento delle stesse mansioni.

Ma è pur vero che il trattamento economico e normativo del lavoratore part-time deve essere rimodulato in relazione alla ridotta entità della prestazione lavorativa. Ciò pur con le precisazioni che di seguito esporremo.

Insomma, come calcolare in concreto lo stipendio di un contratto part-time a 20, 24, 30 o 36 ore? Si potrebbe pensare subito a fare una proporzione rispetto alla retribuzione di un full time, a partire dal netto. Ma si tratta di un’operazione imprecisa: infatti è necessario impostare una proporzione partendo dal lordo, ma considerando altresì l’eventuale più basso scaglione Irpef che andrebbe a influire sul reddito.

Ricordiamo, infatti, che in caso di lavoro dipendente, vi sono le trattenute Irpef direttamente in busta paga. Ciò si verifica giacché il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta. In breve, si occupa, di trattenere l’Irpef che il lavoratore deve versare allo Stato e si impegna a versarla a nome e per conto del lavoratore stesso.

Un esempio pratico per capire come funziona il calcolo

Onde chiarire che tipo di meccanismo occorre utilizzare per calcolare lo stipendio part-time, appare opportuno fare un esempio pratico.

Se nel proprio contratto non è indicato lo stipendio lordo mensile, ma quello lordo annuale (RAL), è necessario prima calcolare lo stipendio lordo mensile.

Ipotizziamo che per il proprio lavoro part-time di 20 ore a settimana, una persona percepisca - in base al suo contratto scritto - uno stipendio lordo annuale di 10.000 euro, suddiviso su 14 mensilità. Al fine di quantificare lo stipendio lordo mensile, occorrerà fare la seguente operazione: 10.000 / 14 = 714,28 euro (stipendio lordo mensile).

Ebbene, su uno stipendio di 10mila euro lorde all’anno, nel 2022, vale un’aliquota Irpef corrispondente al 23%. Da 10.000 occorre così sottrarre 2.300 euro: rimangono 7.700 euro.

Da questa somma il lavoratore dovrà sottrarre circa un migliaio di euro di contributi Inps e altri contributi, quindi si arriva a circa 6.600 euro. Quest’ultima somma va divisa per 14 - nella nostra ipotesi il contratto part-time include 14 mensilità - e si otterrà così circa 470 euro netti al mese.

Ma è chiaro che se questo è il meccanismo, saranno poi le caratteristiche peculiari di ogni singolo contratto di lavoro a influire sull’ammontare dello stipendio del lavoratore part-time.

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