Stipendi medi in Italia: 1.580 euro al mese. Dati e differenze tra Nord e Sud

Restano ferme le retribuzioni in Italia: lo stipendio medio di un italiano è pari a 29.380 euro lordi all’anno, con un netto che supera di poco i 1.580 euro. Differenze notevoli tra operai, impiegati, quadri e dirigenti e tra i lavoratori del Nord e del Sud.

Qual è lo stipendio medio di un italiano, operaio, impiegato, quadro o dirigente?

È il Jp Salary Outlook 2018, rapporto dell’Osservatorio di JobPricing, portale che fa riferimento alla società di consulenza HR Pros, a fornire i dati sulle retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti in Italia.

Nel 2017, lo stipendio medio in Italia è stato pari a 29.380 euro lordi all’anno, somma che al netto è pari a poco più di 1.580 euro al mese.

Numeri che si discostano di poco rispetto ai dati del 2015, quando un italiano guadagnava in media 1560 euro netti al mese.

I dati forniti confermano una tendenza ormai consolidata: gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono di gran lunga maggiori al Nord e diminuiscono progressivamente, a parità di qualifica professionale, al Centro, Sud e Isole.

Differenze per qualifica professionale

Il 95% dei lavoratori dipendenti di aziende private in Italia è inquadrato come impiegato o operaio. Sono soltanto l’1,4% i dirigenti e il 4,3% i quadri, ai quali è destinata una somma notevolmente superiore di retribuzione lorda annua.

Analizzando i dati dell’Osservatorio JobPricing emerge che un lavoratore dipendente in Italia ha percepito una RAL media di 29.380 euro, ma sono notevoli le differenze di stipendio sulla base della qualifica professionale.

Le retribuzioni annue lorde (RAL) medie rilevate a livello nazionale nel 2017 sono state pari a 101.821 euro per i dirigenti, 54.021 euro per i quadri, 30.814 euro per gli impiegati e 24.865 euro per gli operai.


(fonte: JP Salary Outlook 2018)

La differenza diminuisce se si considerano gli stipendi netti, sforbiciati da contributi e imposte. Calcolando le 13 mensilità annue, lo stipendio mensile di un operaio è pari a 1.475 euro netti al mese, quello di un impiegato è di 1.681 euro, mentre un quadro guadagna 2.625 euro al mese e un dirigente 4.542 euro.

Somme che si discostano di poco rispetto ai dati del 2016: gli stipendi sono aumentati in media dello 0,2%, con un leggero calo delle retribuzioni degli impiegati, e con un parallelo aumento di quelle di operai, quadri e dirigenti.

Differenze geografiche

Le differenze retributive non emergono solo in base alla qualifica professionale, ma anche in base alle zone geografiche.

In primis, rispetto alla classifica dei paesi dell’Eurozona, l’Italia si colloca al nono posto, come si legge nel rapporto:

Siamo abbondantemente dietro i nostri principali competitor come Francia e Germania, ma siamo dietro anche all’Irlanda e solo poco più avanti della Spagna, Paesi che hanno subito più di noi gli effetti della grande crisi in atto dal 2008.

Causa principale della bassa posizione in classifica è innanzitutto la pesante tassazione italiana.

Ancor più impressionante è la differenza di stipendio tra un lavoratore del Nord e del Sud Italia.

I dati forniti da JobPricing mostrano come i lavoratori occupati nel Nord guadagnino di più rispetto ai lavoratori del Centro Italia (+7,1%) e soprattutto a quelli del Sud e Isole (+17,3%).

I motivi di tale dinamica sono principalmente due:

  • al Nord esiste una maggior concentrazione di grandi aziende multinazionali rispetto al Centro (ad eccezione di Roma) e al Sud, con una maggiore attrattività per profili con elevate competenze e figure di responsabilità e manageriali;
  • il costo della vita decresce scendendo nella penisola e giustifica un differente livello retributivo offerto dalle aziende, maggiore nelle regioni del Nord Italia.

Sul podio delle regioni in cui si guadagna di più ci sono:

  • Lombardia (31.718 euro lordi all’anno)
  • Trentino Alto Adige (30.908 euro lordi all’anno);
  • Emilia-Romagna (30.523 euro lordi all’anno).

Agli ultimi posti invece:

  • Molise (25.197 euro lordi all’anno);
  • Basilicata (24.883 euro lordi all’anno);
  • Calabria (24.453 euro lordi all’anno).

Le retribuzioni annue lorde all’anno sono pari a 30.627 euro annui al Nord, a 28.598 euro al Centro e a 26.100 euro nel Sud e nelle Isole.

Differenze per settore

A primeggiare, a livello settoriale, è il mondo della finanza: la RAL media è pari a circa 41.000 euro.

Chiude la classifica, invece, il settore primario: chi lavora nel settore dell’agricoltura guadagna mediamente 23.778 lordi all’anno, ben sotto la media nazionale, e non se la passa meglio chi lavora nel settore dell’edilizia (27.326 euro) e dei servizi (27.889 euro).

Queste percentuali vanno lette anche in base al diverso grado di specializzazione:

  • nell’agricoltura il 90% dei lavoratori sono operai;
  • nei servizi finanziari il 73% sono impiegati.

Altre differenze

I dati confermano ancora una diversità di retribuzione in base al genere. Il gap tra uomini e donne è pari al 10,4% in favore dei primi, che guadagnano in media 2.900 euro in più delle colleghe del gentil sesso.

Il divario può essere quantificato immaginando che le donne inizino a guadagnare, rispetto ai colleghi maschi, solo a partire dalla seconda settimana di febbraio portando a casa 27.634 euro annui rispetto ai 30.521 euro di un uomo.

Nelle differenze retributive incidono anche:

  • l’età: il gap retributivo generazionale è del 107%. Se un giovane operaio di 20 anni guadagna 21.380 euro all’anno, un manager di 55 anni ne guadagna 106.870. È evidente che sulle cifre incide anche l’esperienza;
  • il grado di istruzione: la laurea paga di più, la differenza è del 42,7%. La RAL media dei laureati è di 39.730 euro, mentre quella dei non laureati è di 27.849 euro.

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Argomenti:

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