Il Regno Unito soffre del calo della produzione del settore manifatturiero. Per rischio deflazione nell’Eurozona la BOE potrebbe rimandare il rialzo dei tassi di interesse.
La sterlina inglese è scesa contro il dollaro al livello più basso da 16 mesi ad oggi.
La causa è la pubblicazione di un rapporto che mostra la crescita della produzione produzione del settore manifatturiero nel Regno Unito inaspettatamente rallentata rispetto al mese scorso, riducendo così la pressione sulla BOE riguardo l’aumento dei tassi di interesse.
La sterlina si è indebolita contro l’euro dopo che i dati risultanti da un sondaggio tra i responsabili degli acquisti hanno mostrato un ristagno dell’export, mettendo in evidenza la dipendenza della Gran Bretagna dalla domanda interna.
I titoli di stato a breve scadenza stanno andando meglio dei titoli a scadenza più lunga dato che gli investitori hanno perso la fiducia di un aumento dei tassi della BOE.
Infatti, il presidente della BCE Mario Draghi ha dichiarato di non poter escludere il rischio di deflazione nell’Eurozona, il più grande partner commerciale della Gran Bretagna, che quindi non può permettersi di rischiare con un rialzo dei tassi di interesse.
"Oggi la sterlina è scesa dopo la pubblicazione del rapporto PMI manifatturiero in linea con gli ultimi trend nel Regno Unito (e con tutti i dati che mostrano un recupero), ma ad un ritmo decrescente rispetto alle aspettative del mercato.
I dati del Regno Unito sono ancora buoni. Con l’inflazione al di sotto delle aspettative, ci aspettiamo che la BOE si prenda il suo tempo prima di aumentare i tassi di interesse.
ha detto Athanasios Vamvakidis, di Bank of America Corp. a Londra.
- La moneta inglese è scesa dell’1% a 1,5424 dollari alle 12:37 (ora di Londra) nella giornata di venerdì 02 gennaio, dopo lo scivolone a 1,5413, il livello più basso da agosto 2013.
- La sterlina si è deprezzata dello 0,5% a 78,08 pound per euro, dopo il rafforzamento del 6,5% nei confronti della moneta unica avvenuto l’anno scorso.
L’export è fermo
Markit Economics ha dichiarato il suo PMI manifatturiero è sceso a 52,5, da quota 53,3 del mese di novembre. Gli economisti avevano previsto invece che l’indicatore sarebbe salito a 53,6, secondo la mediana delle stime in un sondaggio Bloomberg.
I dati «forniscono un’ulteriore prova del rallentamento in atto della produzione nel Regno Unito» scrive Rob Dobson, economista presso Markit a Londra, in un comunicato.
«Il principale punto debole rimane export, con i nuovi ordini dall’estero fermi e con la crescita economica debole nei mercati chiave, aggiungendo poi la letargia in corso dell’Eurozona.»
Il rendimento dei gilt (titoli di stato emessi dalla Gran Bretagna) a 10 anni è salito di tre punti base, o 0,03 punti percentuali, dell’1,79%. I bond dovuti a settembre 2024 sono scesi del 2,75%.
Tassi a due anni sono scesi di un punto base, dello 0,44%, ampliando lo spread con riferimento i rendimenti a 10 anni a 133 punti base.
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