Stati Uniti: Pil sopra le attese e basse scorte spazzano via i timori sul calo produzione

Crescita solida e consumi che trainano l’economia, seppur in calo rispetto al trimestre precedente. Questi i dati emersi oggi. I timori sul calo della produzione industriale sono invece stati spazzati dal basso contributo delle scorte. Vincenzo Longo, Market strategist per IG dice la sua

Stati Uniti: Pil sopra le attese e basse scorte spazzano via i timori sul calo produzione

Questo pomeriggio sono stati rilasciati i dati sul Pil degli Stati Uniti che ha evidenziato una crescita dell’economia del 2,6% annualizzato nell’ultimo trimestre 2018, in rallentamento rispetto al 3,4% del terzo trimestre.

“Tuttavia il dato si è attestato ben al di sopra delle attese che erano pari al 2,2%, percentuale più bassa dal primo trimestre del 2018”, afferma Vincenzo Longo, Market strategist per IG.

Al rallentamento della crescita hanno contribuito la decelerazione della crescita degli investimenti privati, dei consumi e della spesa governativa locale, quest’ultima per via dello shutdown.

La bilancia commerciale, contrariamente alle attese, ha visto un’accelerazione dell’export e un rallentamento dell’import, anche se il contributo complessivo rimane negativo.

Basso contributo delle scorte spazza via il timore sul rallentamento della produzione

Gli operatori dei mercati finanziari hanno monitorato con grande attenzione il contributo delle scorte che si è rivelato basso. Questo elemento ha spazzato via i timori di un calo pronunciato della produzione industriale dei mesi successivi.

“L’Ufficio di statistica ha comunque sottolineato che il dato sarà soggetto a revisioni per via della mancanza di alcune figure la cui pubblicazione è stata ritardata per lo shutdown”, precisa Longo.

Investitori guardano agli indicatori anticipatori

“Nel complesso, per quanto attendibili siano queste figure, crediamo che il dato odierno sia positivo. La crescita è stata solida e i consumi hanno fatto da traino all’economia, seppur in calo rispetto al trimestre precedente”, spiega l’esperto di IG.

Il mercato sembra averla presa bene. Dopo la comunicazione dei dati il dollaro si è rafforzato verso le principali valute, mentre i rendimenti sul T-note sono saliti verso la soglia del 2,7%. Anche i futures a Wall Street ne hanno beneficiato riducendo le perdite dopo la pubblicazione dei dati.

“C’è da dire che gli investitori stanno già guardando agli indicatori anticipatori, che dipingono un quadro più roseo dopo le difficoltà degli ultimi mesi”, conclude Longo.

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