Spread Btp/Bund crollerà a 80 pt in 12 mesi secondo BofA

Le previsioni della banca di investimento statunitense sul differenziale tra il decennale italiano e tedesco spaventa il mercato.

Nei prossimi dodici mesi lo spread Btp/Bund scenderà fino a quota 80 punti. È la previsione di Bank of America Merrill Lynch.

Attualmente, il differenziale tra il rendimento del decennale tedesco e quello dell’italiano di pari scadenza è di 127 punti, in leggero calo rispetto alla chiusura a 130 della scorsa settimana.

Secondo gli analisti di Bank of America Merril Lynch, i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi oggi non stanno prezzando l’ipotesi di una crescita globale superiore alle attese, ragion per cui potrebbe risultare ottimale guardare con appetito ai titoli di Stato periferici - a parità di condizioni, una risalita dell’inflazione migliorerebbe la sostenibilità del debito.

“Poniamo l’obiettivo dello spread tra Btp-Bund a 80 punti base entro fine anno rispetto ai 128 punti attuali”

sostengono gli esperti americani.

Intanto, il confronto tra Stati Uniti ed Europa offre spunti di riflessione sui mercati: mentre oltreoceano i rendimenti del decennali continueranno ad aumentare, nel vecchio continente gli alti livelli dei flussi nei fondi obbligazionari ne rallenteranno la normalizzazione.

Bund, il più sopravvalutato d’Europa

Alla luce di ciò, secondo Mark Holman, ceo di TwentyFour asset management, il mercato obbligazionario dei Bund è quello più sopravvalutato d’Europa.

“L’elusivo obiettivo di inflazione di Draghi è quasi sempre intoccabile, secondo i rendimenti del Bund. L’insediamento di questa settimana da parte del sindacato più potente della Germania, la IG Metal, è un duro promemoria del fatto che l’inflazione salariale sia sulla strada giusta, anche in Germania”,

spiega Holman.

Nel Paese della Merkel, prosegue l’esperto, un ruolo centrale lo rivestono i sindacati, che approcciano con proverbiale praticità alle questioni puntando al mantenimento dei livelli occupazionali.

“Ma ora che la Germania sta attraversando un’occupazione record e un clima imprenditoriale mite, è il momento della riscossa per i sindacati. La IG si è assicurata un accordo biennale di valore prossimo al 4% annuo. Altri sindacati seguiranno la stessa iniziativa”

aggiunge il manager.

Btp ed elezioni politiche

Domani il Mef immetterà sul mercato titoli per 7,5 miliardi di euro e dunque già dalle prossime ore potrebbero aprirsi scenari interessanti.

“Sarà un buon test dell’appetito del mercato per questi titoli”

annuncia Luca Cazzulani, strategist di UniCredit, secondo il quale il destino dei Btp è legato anche alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.

La situazione dei Titoli di Stato in USA

Oltreoceano, i rendimenti dei Titoli di Stato del governo federale degli Stati Uniti stanno segnando livelli record. Con una percentuale del 2,9%, i Treasury restano osservati speciali sotto l’ombra di una eventuale accelerazione dell’inflazione.

“Gli alti rendimenti iniziano a essere d’appeal per gli investitori, considerato che le ben più rischiose azioni hanno prezzi troppo cari al momento. Il costo opportunità di detenere equity, con i rendimenti sui bond a questi livelli, inizia a essere troppo penalizzante per i grandi gestori, che preferiscono così rifugiarsi proprio sui bond”

spiegano gli esperti di IG.

Le previsioni per il 2018? Secondo Holman “variano da un anno all’altro, ma anche il più conservatore ha un’offerta superiore al doppio rispetto a quella del 2017, e questo senza che la Fed quest’anno abbia ampliato il proprio bilancio. L’asta trentennale dell’attuale valore di 15 miliardi di dollari sarà un test interessante per il mercato”.

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