Sondaggi elettorali: come è cambiato lo scenario politico in un mese?

Sotto la lente d’ingrandimento, il confronto tra le intenzioni di voto attuali e quelle di circa un mese fa. FdI e M5S meglio di Lega e PD. Bene Azione, male Italia Viva.

Sondaggi elettorali: come è cambiato lo scenario politico in un mese?

Prendendo spunto dalla Supermedia dei sondaggi elettorali YouTrend / Agi, abbiamo cercato di capire come è cambiato lo scenario politico nell’ultimo mese, confrontando le intenzioni di voto del 23 luglio con quelle rilevate il 25 giugno. Ebbene, potrebbe risultare sorprendente, ma per le maggiori forze politiche e per le aree di maggioranza e opposizione di centrodestra, è cambiato davvero poco. Qualche variazione più significativa si è registrata nell’ambito dei partiti minori, dove si battaglia per raggiungere o superare la soglia del 3%.

Sondaggi elettorali a confronto: in leggero calo Lega e PD

Nell’ultimo mese, la Lega ha perso lo 0,2% attestandosi al 25,5% e mantenendo inalterato il vantaggio del 4,1% sul PD. Infatti, il Partito Democratico ha perso a sua volta due decimali, retrocedendo al 20,4%.

Il Movimento 5 Stelle ha guadagnato appena un decimale, salendo al 16,1%. Stabile Fratelli d’Italia al 14,6%, da diverse settimane appare chiaro che il partito di Giorgia Meloni ha esaurito la sua ascesa, ma in ogni caso, il M5S tiene, e per questi motivi la rimonta degli ultimi mesi non ha raggiunto l’obiettivo di agganciare l’avversario politico.

Forza Italia è inchiodato al 7,0%, mentre si è mosso qualcosa sul fronte delle forze politiche minori. Nessuno ad oggi, raggiunge la soglia del 3%. Azione, La Sinistra e Italia Viva sono stimati al 2,9%; +Europa al 2,1% e Verdi all’1,6%.

Per quanto concerne il trend dell’ultimo mese, c’è da sottolineare che il partito di Carlo Calenda ha guadagnato mezzo punto, in crescita di tre decimali i Verdi, +0,2% per La Sinistra. IV di Matteo Renzi ha accusato un calo dello 0,3%, +Europa di due decimali.

Sondaggi politici: aree e coalizioni

La maggioranza che sostiene il Governo vale il 42,3%, con la predita di due decimali rispetto a circa un mese fa. Ma lo stesso calo lo registra l’opposizione di centrodestra che scende dal 48,3% al 48,1%. Cresce dello 0,7% l’opposizione di centrosinistra che sale al 5,0%; Altri dal 4,9% al 4,6%.

Quali effetti dopo l’accordo sul Recovery Fund?

Sarà importante attendere i sondaggi politici elettorali, le cui interviste saranno successive al Consiglio europeo che si è concluso il 21 luglio 2020. Tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione si sono espresse sull’operato di Conte all’interno del vertice UE, anche i loro elettori si daranno una risposta.

La Lega di Salvini ha sparato a zero contro Conte, la linea della Meloni è stata un po’ più morbida. I forzisti hanno apprezzato il risultato portato a casa dal Premier sul Recovery Fund, ha esultato il M5S, giudizi positivi dal PD, un po’ meno da Renzi.

Prevedere se l’esito del vertice UE possa modificare lo scenario politico è alquanto complicato, probabilmente non ci saranno grandi spostamenti di voto. Il bello, però, deve ancora arrivare, con il governo che sarà alle prese con il Recovery Plan da mettere a punto e poi da presentare alla Commissione europea.

Tutto questo, senza dimenticare che il risultato delle elezioni regionali di settembre potrebbe avere ripercussioni importanti sulla stabilità del governo e sull’opinione relativa degli elettori. Tra l’altro, c’è da segnalare la presentazione del nuovo partito dell’ex senatore del M5S Paragone, fondatore di Italexit, il suo partito, tendenzialmente potrebbe sottrarre più voti alle forze politiche che, almeno in passato, si sono mostrate anti UE e che adesso hanno cambiato posizione. Gli elettori di Lega, FdI e M5S nel mirino?

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