Smart working, arriva il mobility manager: chi è e di cosa si occupa

Laura Pellegrini

28 Aprile 2021 - 16:34

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Nelle grandi città e nelle aziende arriva il mobility manager per gestire i ritmi di vita e di lavoro: di cosa si occupa e dove sarà obbligatorio.

Smart working, arriva il mobility manager: chi è e di cosa si occupa

Spunta la nuova figura del mobility manager per organizzare, pianificare e gestire lo smart working tra i dipendenti delle grandi aziende o della Pubblica Amministrazione, ma anche per gestire il flusso di traffico nelle grandi città, rendendole più vivibili.

Il mobility manager verrà nominato entro il 31 dicembre di ogni anno e sarà una figura essenziale nelle gestione e pianificazione di soluzioni ottimali nell’ambito del trasporto pubblico (tra scuola e lavoro) e smart working.

Chi è e di cosa si dovrebbe occupare il mobility manager nello specifico: ecco tutto quello che occorre sapere su questa nuova figura e le sue mansioni.

Smart working: chi è il mobility manager e di cosa si occupa

Come ha annunciato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini, insieme al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, nei prossimi giorni verrà approvato un decreto (previsto dal precedente decreto Rilancio e in ritardo di ormai un anno) che introdurrà la figura del mobility manager. Si tratta di una figura che si occuperà della gestione del traffico soprattutto nelle grandi città per renderle più vivibili e gestibili.

Il mobility manager, dice la legge, deve “favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato”.

Inoltre, la figura gode di “funzioni di supporto professionale alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali”, soprattutto per il trasporto pubblico. In tal senso, occorre “capire come spalmare lo smart working lungo la settimana”.

Al mobility manager, ha spiegato ancora il ministro Giovannini, spetterà la pianificazione dello smart working e la suddivisione del lavoro agile tra i dipendenti affinché non vi sia disparità tra giornate lavorative in sede e a casa. Si dovrà anche garantire il giusto flusso di veicoli e lavoratori in strada, limitando gli assembramenti tra persone.

Dove sarà obbligatorio il mobility manager

Il mobility manager sarà obbligatorio, secondo le prime anticipazioni sul contenuto del decreto, nelle seguenti realtà:

  • città con più di 50.000 abitanti;
  • aziende con oltre 100 dipendenti;
  • Pubblica Amministrazione.

Entro il 31 dicembre di ogni anno, infine, ciascun Comune con più di 50 mila abitanti dovrà adottare un piano per gestire gli spostamenti casa-lavoro.

Per favorire l’accesso e l’utilizzo dei mezzi pubblici potrebbero essere introdotti degli incentivi sul prezzo del biglietto, oltre a prevedere agevolazioni per i più anziani.

Sanzioni in arrivo per chi non si adegua?

Almeno in un primo momento non dovrebbero essere previste sanzioni per le aziende o le città che non adotteranno il mobility manager.

Tuttavia, entrato a pieno regime, il progetto potrà funzionare efficacemente soprattutto nelle grandi aziende, nelle compagnie assicurative e nelle pubbliche amministrazioni.

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