Caso-Siri, il premier Conte firma la revoca: il leghista è fuori dal governo

Il Presidente del Consiglio Giusepe Conte ha fimrato la revoca delle deleghe ad Armando Siri, l’ormai ex sottosegretario della Lega indagato per corruzione.

Caso-Siri, il premier Conte firma la revoca: il leghista è fuori dal governo

Si è svolto oggi il Consiglio dei Ministri dove, come annunciato nei giorni scorsi dal premier Giuseppe Conte, si è deciso in merito alle dimissioni di Armando Siri, l’ormai ex sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture della Lega indagato dalla Procura di Roma per corruzione.

Il premier Giuseppe Conte ha infatti fimrato il ritiro delle deleghe, con Siri che così di fatto è ora fuori dal governo come chiesto da tempo dal Movimento 5 Stelle.

Caso Siri, Conte firma la revoca delle deleghe

Nel Consiglio dei Ministri di quest’oggi il premier Giuseppe Conte si è presentato chiedendo la revoca di Armando Siri, esponente di spicco della Lega tanto da essere considerato l’ideologo della Flat Tax e attualmente sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture.

Dallo scorso 12 aprile Siri è indagato dalla Procura di Roma per corruzione: in cambio di una mazzetta da 30.000 euro, ricevuta o promessa, avrebbe cercato di inserire alcuni emendamenti riguardanti l’eolico.

Come la notizia dell’indagine è diventata di dominio pubblico, il Movimento 5 Stelle ha subito chiesto un passo indietro da parte del leghista, mentre la Lega ha sempre fatto quadrato intorno al suo sottosegretario.

Dopo un faccia a faccia tra Conte e Siri, il premier ha deciso di chiedere le dimissioni dell’esponente del suo governo: a pesare non sarebbe tanto l’accusa di corruzione, che è al momento tutta da dimostrare, ma il tentativo di inserire un emendamento dopo una pressione esterna.

Alla fine non è arrivato l’auspicato passo indietro di Siri, con il Consiglio dei Ministri che così ha deliberato per la revoca delle deleghe al leghista, con Conte che ha appena firmato il provvedimento.

La vicenda Siri adesso si potrebbe trasformare nella pistola di Sarajevo del governo carioca. I rapporti tra Lega e Movimento 5 Stelle ormai sono pessimi, ma prima di aprire una crisi si aspetterà l’esito delle elezioni europee.

Se la Lega dovesse sfondare il tetto del 30% come ipotizzato dai sondaggi, allora il carroccio potrebbe trovare nella Flat Tax il casus belli per far cadere il governo, evitando così anche di dover mettere la faccia in autunno su una legge di Bilancio che si annuncia lacrime e sangue.

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