Silvio Berlusconi vuole diventare Presidente della Repubblica (e si dice possibilista)

Simone Micocci

3 Luglio 2021 - 12:00

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Silvio Berlusconi prossimo Presidente della Repubblica? L’ex Cavaliere lo ha come obiettivo e pensa di riuscirci.

Silvio Berlusconi vuole diventare Presidente della Repubblica (e si dice possibilista)

Un sogno fino a qualche giorno fa segreto - ma neppure troppo - che Silvio Berlusconi ha deciso di svelare in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: vuole diventare Presidente della Repubblica.

Se da una parte il “professore” Romano Prodi si è tirato fuori dalla corsa al Colle, in quanto ha ammesso di “non riuscire a essere imparziale” - qualità che invece deve essere propria al Capo dello Stato - dall’altra Silvio Berlusconi (che ancora oggi risulta essere leader di Forza Italia e principale promotore di una federazione di Centrodestra) ammette che sta lavorando per fare in modo di essere scelto con prossimo Presidente della Repubblica italiana.

Il dopo Mattarella si deciderà a inizio 2022 e Silvio Berlusconi è convinto di avere delle chance di riuscire a coronare il suo sogno.

Silvio Berlusconi lavora per diventare Presidente della Repubblica

Il leader di Forza Italia esce allo scoperto: il suo obiettivo è diventare - all’età di 85 anni (che compirà il 29 settembre) - il prossimo Presidente della Repubblica italiana.

Sa che si tratta di “una sfida impossibile”, ma come spiegato al Corriere della Sera queste “sono le uniche sfide che gli piacciono”.

Per raggiungere questo traguardo a Silvio Berlusconi servirebbero 673 voti nei primi tre scrutini, 505 dal quarto scrutinio in poi. Lui, che in queste settimane ha intensificato i dialoghi con il mondo politico, ritiene di avere dalla sua parte già 476 tra deputati e senatori. Non sembrano mancarne molti per arrivare al quorum richiesto dal quarto scrutinio, ed è per questo che la prossima settimana Silvio Berlusconi ha in programma una serie d’incontri a Roma per provare ad aumentare questi numeri.

Tutto il team di Berlusconi sta tessendo questa ragnatela di rapporti e lui stesso è in prima linea per arrivare alle personalità più di spicco. Ad esempio Giuseppe Conte, che presto potrebbe dar vita a un proprio partito politico con una base già in Parlamento, con il quale - dichiara Berlusconi - i rapporti appaiono molto cordiali tanto che a Natale l’ex Cavaliere gli ha regalato un dipinto della sua pinacoteca.

Se con Salvini e Meloni non dovrebbero esserci problemi, anche se c’è chi ritiene che la Lega non sosterrà un’eventuale candidatura al Colle di Silvio Berlusconi quando ce ne sarà occasione, con Matteo Renzi non sembrano esserci invece possibilità di “conquista”. Ma per il leader di Forza Italia non sembrano esserci “sfide impossibili”, tanto che questo dichiara di essere fiducioso a riguardo.

Silvio Berlusconi vuole diventare da sempre Presidente della Repubblica

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Silvio Berlusconi racconta di aver promesso a suo padre che sarebbe diventato Presidente della Repubblica. Un sogno segreto che in realtà non è mai stato particolarmente celato: lo ammise nel 1994 al suo Ministro dell’Economia Lamberto Dini, quando passando davanti al Quirinale gli disse che quello “era il posto in cui voleva stare”.

E come non dimenticare quando a una cena di Stato organizzata dal Presidente Ciampi, Berlusconi ruppe il cerimoniale ordinando lui stesso ai camerieri di scoperchiare le portate.

Come Silvio Berlusconi conta di diventare Presidente della Repubblica

Berlusconi è comunque possibilista riguardo al diventare Presidente della Repubblica e si dà dal 10 al 15% di chance. Ma come conta di riuscirci? L’obiettivo massimo è quello di sforare i 505 voti necessari dal quarto scrutinio in poi.

Il suo piano, infatti, prevede che non ci saranno candidati in grado di ottenere il quorum dei 673 voti necessari ai primi tre scrutini. L’unico che riuscirebbe a raggiungere un tale consenso sarebbe Mario Draghi, ma questo - spiega Berlusconi - “non è sostituibile al Governo”.

L’establishment sembra spingere per Cartabia, la quale però non avrebbe i voti di Salvini. E allora ecco che si arriverebbe alla quarta chiamata, quando Berlusconi farebbe leva sul proprio nome riscuotendo - a suo dire - le promesse raccolte in questi giorni.

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