Si può pignorare l’assegno di mantenimento? Quando e limite

Isabella Policarpio

09/06/2020

17/12/2021 - 12:34

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Anche l’assegno di mantenimento può essere pignorato, ma non completamente: al beneficiario va garantito l’importo minimo per condurre una vita dignitosa. Il limite alla pignorabilità è stabilito dal giudice.

 Si può pignorare l'assegno di mantenimento? Quando e limite

La procedura di pignoramento contro i debitori può colpire anche l’assegno di mantenimento. Questo infatti rientra a pieno titolo tra i crediti pignorabili.

Vale a dire che l’ex coniuge che percepisce il mantenimento, se debitore, potrà subire il pignoramento totale dell’assegno o la riduzione del suo importo. Questo dipende dalla presenza di altri redditi e benefici economici.

Qual è il limite sotto il quale l’assegno di mantenimento non può mai essere pignorato?

Tale decisione spetta al giudice, il quale deve fare in modo che al debitore sia sempre garantita una vita dignitosa. In altre parole, il mantenimento anche se ridotto deve garantire le esigenze primarie della persona (spesa alimentare, vestiario, assistenza medica).

Non possono mai essere pignorati (vedi l’articolo 545 del Codice di procedura civile):

  • crediti alimentari, a meno che il creditore non proceda per soddisfare a crediti della stessa natura;
  • sussidi di povertà, di maternità, di malattia/funerali.
  • stipendio, TFR e altre indennità da lavoro nel limite di un quinto.

Senza dubbio alcuno il pignoramento dell’assegno di mantenimento è consentito ma solo relativamente alla parte eccedente e non necessaria alle esigenze primarie dell’ex coniuge.

Assegno di mantenimento e alimenti non sono la stessa cosa

Attenzione a non confondere assegno di mantenimento e crediti alimentari (i cosiddetti “alimenti”). Non sono la stessa cosa e solo i secondi rientrano nell’elenco dei beni che non possono mai essere pignorati.

Ai sensi dell’articolo 433 del Codice civile, gli alimenti sono un sostegno economico per casi di estrema necessità per coloro che non possono provvedere da soli a spese necessarie: per cibo, vestiti e medicinali ad esempio. Gli alimenti devono essere versati obbligatoriamente da persone legate da vincoli di parentela, adozione, affinità e coniugio. Questi sono impignorabili poiché servono a provvedere a spese essenziali.

L’assegno di mantenimento, invece, è quello che spetta alla parte economicamente più debole dopo la fine del matrimonio e non solo serve a garantire le spese essenziali ma anche a “ricompensare” il coniuge del contributo dato alla famiglia durante il matrimonio.

Il mantenimento è pignorabile, ma spetta al giudice stabilire la cifra che deve essere comunque garantita al beneficiario.

Come si stabilisce il limite al pignoramento dell’assegno di mantenimento

Come si è anticipato, è il giudice di merito a dover determinare se e in quale misura l’assegno di mantenimento può essere pignorato. Per farlo egli deve prendere in considerazione e valutare molti aspetti: la presenza di altri redditi, di crediti alimentari, eredità o altri benefici percepiti dal coniuge a qualsiasi titolo.

Quindi non esiste un criterio numerico specifico se non quello che l’importo pignorato deve comunque garantire al debitore uno stile di vita dignitoso e la possibilità di provvedere ai bene essenziali.

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