Sergei Shoigu: chi è e perché se ne parla così tanto

Giorgia Bonamoneta

27/03/2022

05/05/2022 - 11:22

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Sergei Shoigu, ministro della Difesa, si è guadagnato il titolo di fedelissimo di Putin. Nelle settimane precedenti era comparso e le ipotesi sulla sua salute non sono mancate. Ecco chi è.

Sergei Shoigu: chi è e perché se ne parla così tanto

Sergej Kužugetovič Šojgu è il ministro della Difesa della Federazione russa, ma non è solo questo. Per molti, soprattutto in questi giorni nei quali l’attenzione si era focalizzata sulla presunta “scomparsa” di Shoigu, il ministro della Difesa era diventata la persona adatta a rovesciare il presidente russo. Per questo la sua assenza aveva destato tanto interesse: poteva essere agli arresti per tradimento, oppure essersi semplicemente ammalato. Non importa, la narrazione sulla sua figura si è fatta sempre più forte. In Italia ha poi raggiunto un nuovo livello di interesse, visto che fu proprio Shoigu a organizzare l’arrivo della missione “Dalla Russia con Amore”.

Si è così riscoperta la figura di Sergei Shoigu, non un novellino della scena politica russa, anzi. Shoigu è il braccio destro di Vladimir Putin, uno degli uomini che detiene il codice per il lancio dell’atomica e colui che ha fortificato e migliorato l’esercito russo. La sua influenza politica su Putin, per alcuni commentatori, potrebbe essere stata la spinta decisiva per l’invasione dell’Ucraina.

Non sappiamo se Sergei Shoigu rovescerà Putin, ma se dovesse accadere una cosa è certa: non sarebbe per mettere fine al conflitto.

Chi è Sergei Shoigu, colui che doveva vincere l’assedio ucraino in tempi brevi

Gli storici e i giornalisti ci provano, ma non è semplice ricostruire la cerchia ristretta di Vladimir Putin. Gli oligarchi intorno al presidente costituiscono le alte sfere decisionali in Russia e le loro figure sono interessanti per capire le strategie attuali e future di Putin stesso, così come l’invasione dell’Ucraina, che sembra opera della frangia più radicale degli oligarchi. La prova risiederebbe nell’allontanamento sistematico di chi, come il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, ha cercato di mantenere aperti i canali dei rapporti diplomatici con l’Occidente.

Tra le figure più estreme si può inserire proprio Sergei Shoigu che aveva l’obiettivo, insieme al generale Valerij Vasil’evič Gerasimov di portare a termine in tempi brevi l’operazione speciale militare in Ucraina. Sergej Shoigu comunque non sembra aver perso la fiducia di Putin, merito forse dei precedenti successi militari. Il ministro della Difesa russo è divenuto sempre più noto proprio grazie ai successi in Crimea e Siria. Per questo ha l’appoggio e l’ammirazione del comparto militare dello Stato, anche se non è un militare.

L’inizio della sua carriera al fianco di Vladimir Putin inizia negli anni Novanta come ministro per le Situazione di emergenza, nomina che lo porta a ottenere il ruolo di ministro della Difesa nel 2012.

Perché si parla di Shoigu: dal colpo di Stato alla sparizione

La fama di Sergei Shoigu è cresciuta molto in Occidente proprio in queste ultime settimane, settimane che corrispondono quasi perfettamente al momento della sua presunta scomparsa. Una delle possibili conclusioni del conflitto resta il sabotaggio interno e chi meglio di Shoigu per attuarlo? Come abbiamo riportato nel paragrafo precedente, il ministro della Difesa gode dell’ammirazione dell’esercito e le alte cariche e potrebbe essere per questo seguito in un’azione di rovesciamento.

Tale ipotesi è diventata più concreta quando, a partire dall’11 marzo, Sergei Shoigu è scomparso dai radar. In seguito, il 25 marzo, emerge la registrazione della videoconferenza con il presidente russo. Nel video è possibile notare come la videocamera di Shoigu mostri per due volte le stesse immagini, come se fosse montato ad arte per far sparire le voci sulla sua presunta scomparsa.

A eliminare ogni dubbio arriva oggi la notizia della sua presenza in una conferenza. Shoigu è vivo, anche se qualche attento osservatore è riuscito a riconoscere nella voce del ministro un certo affanno. Forse nei dodici giorni di scomparsa è stato male? Non è dato saperlo e il Cremlino tiene le labbra serrate.

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